“Le notizie di questa mattina, con l’ordine di Netanyahu di colpire nuovamente la periferia di Beirut e le dichiarazioni dell’Iran che annuncia un possibile intervento in aiuto del Libano, confermano una pericolosa escalation del conflitto. Anche gli attacchi con droni e missili che stanno interessando l’area del Golfo alimentano un quadro di crescente instabilità regionale.
L’espansione dell’offensiva israeliana in Libano, l’avanzata oltre il Litani, l’occupazione di nuovi territori e il continuo allargamento del conflitto dimostrano che non siamo più davanti a operazioni limitate di sicurezza. Netanyahu sta trascinando l’intero Medio Oriente verso un punto di instabilità senza precedenti, alimentando una spirale di guerra che allontana ogni prospettiva di pace e sicurezza.
A rendere ancora più grave questa situazione è la corresponsabilità politica di Donald Trump, che continua ad alternare minacce, ultimatum e negoziati condotti sotto pressione militare, contribuendo allo smantellamento progressivo del diritto internazionale e all’indebolimento delle istituzioni multilaterali.
La Francia ha chiesto la convocazione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Quando anche governi storicamente vicini a Israele arrivano a denunciare che nulla può giustificare l’estensione delle operazioni militari e un’occupazione sempre più profonda del territorio libanese, significa che siamo davanti a un gravissimo salto di qualità del conflitto che rischia di travolgere non solo l’intero Medio Oriente ma il mondo. Eppure, mentre Parigi prova almeno a riportare la crisi dentro una cornice multilaterale, il governo italiano continua a rimanere silente e senza iniziativa.
E’ davvero imbarazzante il silenzio del governo italiano. Mentre cresce il rischio di una destabilizzazione permanente della regione e mentre famiglie e imprese pagano già il prezzo economico di questa crisi, da Palazzo Chigi non arriva una posizione autonoma, una iniziativa politica, una proposta diplomatica.
La stessa Europa non può limitarsi a inseguire gli eventi. Deve tornare protagonista della pace, della diplomazia e della difesa del diritto internazionale. Continuare sulla strada dell’escalation significa condannare il Medio Oriente a una guerra permanente”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.


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