“Dietro gli annunci trionfali della Presidente Meloni e del Ministro Giorgetti si nasconde una realtà ben diversa: la legge di bilancio 2026 è la più debole dell’ultimo decennio. Parliamo di appena 18 miliardi di euro, sostenuti da coperture precarie, tagli e utilizzo improprio dei fondi PNRR. È una manovra che fotografa un’Italia ferma: produzione in calo, salari fermi, lavoro povero dilagante.
La crescita prevista è appena 0,5%, mentre la cassa integrazione aumenta, la produttività scende e le disuguaglianze si allargano.
Di fronte a un quadro tanto preoccupante, il governo sceglie la strada della timidezza: solo micro-bonus e condoni per chi evade, nessuna risposta concreta per famiglie, imprese, giovani o per i settori penalizzati dai dazi dell’amico Trump.
La riduzione dell’Irpef produrrà vantaggi minimi, mentre la pressione fiscale resta sopra il 42%.
È una manovra che non sostiene chi lavora né chi produce, che premia pochi privilegiati e lascia indietro i più deboli. Sul piano sociale, il governo svuota di equità l’ISEE, colpendo quindi chi ha meno, e continua a illudere i pensionati.
Sul fronte sanitario, la situazione è ormai drammatica: appena 2,4 miliardi aggiuntivi nel 2026, molto al di sotto della media europea. Liste d’attesa infinite, personale allo stremo, cittadini costretti a rivolgersi al privato: il Servizio Sanitario Nazionale è lasciato senza ossigeno.
Ancora più grave il capitolo lavoro: dopo aver incassato 25 miliardi in più grazie all’inflazione, il governo restituisce solo briciole. I salari reali restano otto punti sotto i livelli del 2021 e i giovani faticano a trovare una stabilità lavorativa.
La produttività arretra in modo preoccupante (-2,5% per ora lavorata, -1,9% per la produttività totale dei fattori).
Un Paese che arretra e un governo che chiude gli occhi. Questa non è una manovra per far crescere l’Italia: è una manovra di sopravvivenza politica, costruita per galleggiare, non per governare. E in questo, purtroppo, Giorgetti si conferma il più grande esperto”. Così Francesco Boccia, presidente dei senatori del Pd, intervenendo alla Direzione regionale del Pd Puglia convocata per l’approvazione delle liste del Partito democratico per le prossime elezioni regionali di novembre.


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