“Il diritto di voto per i fuori sede esiste
già. E’ già stato sperimentato. Con successo. Eppure la destra non
sblocca l’approvazione del decreto elezioni e degli emendamenti per
renderlo operativo nel prossimo referendum. Le esperienze fatte hanno
dimostrato che si può fare. Ma il governo Meloni fa finta di non
capirlo. Usa mille motivi per impedirlo. Non permettere che il voto
fuori sede sia possibile per il referendum e’ grave”. Lo ha detto
Francesco BOCCIA sugli emendamenti del Pd alla Camera per consentire
il voto al referendum ai fuori sede.
“Una legge strutturale non c’è, il Pd ha presentato diverse proposte
di legge in materia, ma le soluzioni si possono trovare. Ma la destra
non ha mai voluto una legge organica. Alle Europee 2024 e nel
Referendum 2025 il voto fuori sede è stato ammesso -ha spiegato il
presidente dei senatori del Pd-. Per il referendum costituzionale del
22-23 marzo 2026 questa possibilità non è prevista. Eppure il
Parlamento sta esaminando un decreto, le opposizioni hanno presentato
emendamenti identici a quelli già usati. Il governo e la maggioranza
li stanno bloccando. C’è un punto politico: si tratta di un referendum
sulla Costituzione. In questo caso più partecipazione equivale a più
legittimazione”.
“Il governo sta usando le regole elettorali in modo selettivo: il
diritto di voto vale solo quando non disturba. E quando si vota sulla
Costituzione, la partecipazione diventa improvvisamente un problema”,
ha sottolineato Boccia.


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