“Quello di Sergio Mattarella è stato un discorso di grande responsabilità istituzionale, un richiamo alla politica perché torni a occuparsi degli italiani e dei loro problemi”. Così il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia, in un’intervista al Corriere della Sera, nella quale sostiene che “non si possono non condividere le sue parole” e accusa la maggioranza di privilegiare “le riforme legate alla gestione del potere” invece di affrontare i nodi di sanità, salari, scuola e caro energia.

Commentando il richiamo del capo dello Stato ad abbassare i toni, Boccia osserva che “le sue sono le parole del garante dell’unità nazionale in un Paese, ahimè, frammentato e lacerato”.

Sulle violenze in Val di Susa, il capogruppo dem respinge le critiche rivolte a Elly Schlein: “Il Pd condanna sempre la violenza. Dopo mezz’ora da quei fatti è intervenuto il nostro responsabile per la sicurezza, poi hanno preso posizione mezza segreteria e i capigruppo. La segretaria non ha le cuffie di Mike Bongiorno e non deve dichiarare per prima. Quando ha avuto un’occasione pubblica ha parlato ed è stata molto netta”.

Boccia richiama quindi un altro passaggio del discorso di Mattarella, secondo cui “non si possono piegare le istituzioni alle convenienze del momento”, e accusa il vicepremier Matteo Salvini di “aver utilizzato le forze dell’ordine contro il sindaco Lepore”, definendo la vicenda “un atto di grave irresponsabilità”.

Sul caso Roggero, aggiunge che il presidente della Repubblica “ha richiamato un principio fondamentale dello Stato di diritto: non possiamo scrivere le leggi sulla base dei singoli casi, le norme valgono per tutti e devono essere generali”, ribadendo che “non si può rincorrere l’emotività e prendersela con i magistrati che hanno attuato delle leggi dello Stato”.

Quanto alla riforma elettorale, Boccia afferma che il Pd è favorevole “al superamento delle liste bloccate”, ma giudica quelle proposte da Fratelli d’Italia “preferenze finte”, perché “non restituiscono ai cittadini il potere di scegliere i rappresentanti ma lo simulano”. L’astensionismo, conclude, “si combatte restituendo agli elettori una scelta autentica e occupandosi dei problemi degli italiani e non di lotte di potere”.

Infine, sulla Commissione di Vigilanza Rai, spiega le dimissioni delle opposizioni: “Lo abbiamo fatto dopo due anni in cui la destra ha fatto ostruzionismo in commissione e dopo aver chiesto l’attuazione del Media Freedom Act che la maggioranza non vuole approvare”.


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