“È falso sostenere che con questa riforma si voti per la separazione delle carriere. Nei fatti le carriere sono già separate. La riforma voluta dall’allora ministra Marta Cartabia ha reso il passaggio di funzioni un’eccezione rarissima: parliamo di appena 30-40 magistrati su oltre 9.000 che nel corso degli anni cambiano funzione”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia a 24 Mattino su Radio 24.
“Questa riforma – continua Boccia – rende la giustizia più efficiente? Assolutamente no. E, nei fatti, il primo a dirlo è lo stesso ministro Carlo Nordio. Il provvedimento non stabilizza i 12.000 precari della giustizia, non accelera i processi e non interviene sulle drammatiche condizioni delle carceri. Tutte questioni su cui il governo guidato da Giorgia Meloni avrebbe potuto intervenire in questi tre anni e mezzo. Si mettono invece le mani su sette articoli della Costituzione e si indebolisce il ruolo del Capo dello Stato, Sergio Mattarella. È un’ossessione di questa maggioranza, che rappresenta l’altra faccia della stessa medaglia della riforma del premierato, oggi temporaneamente ferma a Palazzo Montecitorio.
“C’è poi il tema del sorteggio per il Consiglio Superiore della Magistratura. Ci viene detto – sottolinea Boccia – che servirebbe a eliminare il problema delle correnti, ma è falso: il sorteggio rischia di minare competenza e autorevolezza di un organo fondamentale per l’equilibrio tra i poteri dello Stato.
“Hanno scelto di aprire uno scontro istituzionale – conclude Boccia – ritenendo che il potere più debole sia quello giudiziario. È per questo che lo difendiamo con determinazione: difendiamo la Costituzione”.