“Zohran Mamdani dice una cosa semplice e giusta: Benjamin Netanyahu, destinatario di un mandato di arresto della Corte penale internazionale, deve rispondere davanti alla giustizia internazionale e nessuna autorità politica può considerarsi al di sopra della legge. Il sindaco di New York ha correttamente precisato che agirà soltanto entro i limiti delle proprie prerogative e della legislazione americana.
In Italia poniamo questa stessa questione al Governo fin dallo scorso dicembre, con una mozione parlamentare successivamente aggiornata ad aprile alla luce delle nuove e sempre più drammatiche violazioni del diritto internazionale. Con una differenza decisiva: l’Italia è uno Stato parte dello Statuto di Roma e ha quindi precisi obblighi di cooperazione con la Corte penale internazionale. Non stiamo chiedendo gesti simbolici né leggi costruite contro qualcuno, ma il rispetto delle leggi esistenti e degli impegni internazionali liberamente assunti dal nostro Paese.
Abbiamo chiesto al Governo di predisporre, insieme alla magistratura, i protocolli necessari per dare esecuzione ai mandati della Corte qualora le persone ricercate entrassero nel territorio italiano; di comunicare formalmente la piena disponibilità dell’Italia a cooperare; di difendere la CPI dalle minacce e dalle sanzioni; e di sostenere l’accertamento delle responsabilità anche nei confronti di altri esponenti del Governo israeliano.
Da mesi, però, la maggioranza di destra impedisce che il Parlamento si pronunci, fa ostruzionismo, rinvia e finge di non vedere e di non sentire. Mamdani, pur operando in un Paese che non aderisce alla Corte penale internazionale e disponendo di poteri assai più limitati, almeno pone pubblicamente il problema. Il Governo italiano, che invece avrebbe obblighi e strumenti precisi, continua a nascondersi.
La giustizia internazionale non può valere soltanto contro i nemici e cessare di valere quando riguarda gli amici. Altrimenti non è giustizia: è arbitrio politico. È tempo che anche l’Italia scelga da che parte stare, se dalla parte del diritto internazionale oppure dalla parte dell’impunità”. Lo scrive sui social Francesco Boccia, presidente dei Senatori del Partito Democratico.