“Quella di Meloni è sembrata la reazione di una commentatrice, di una cronista, di un’osservatrice esterna a una delle vicende più drammatiche della storia recente. L’unico paragone politico che mi viene in mente è Ponzio Pilato, nel senso che ci aspettavamo che riprendesse in qualche modo l’appello del presidente della Repubblica di ieri sul diritto internazionale calpestato, invece Meloni ha detto che il diritto internazionale di fatto non c’è più. Volevamo capire dove si pone l’Italia in questa fase storica, dove si colloca, volevamo che dicesse a Trump e Netanyahu che non si può risolvere tutto con le guerre, con le minacce e con i dazi e che andando avanti così, e soprattutto non sostenendo l’Europa, si rischia di diventare marginali”. Lo ha detto il senatore Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd, ai microfoni di Rai news24.
“Sull’Europa – ha proseguito Boccia – ci aspettavamo finalmente una parola sul superamento del diritto di veto, che come è noto bloccato dal suo amico Orban e dagli altri nazionalisti europei. Ci aspettavamo che ci dicesse qualcosa sugli effetti economici della guerra: ieri c’è stato un Cdm e ci aspettavamo finalmente l’accoglimento della proposta Schlein sulle accise mobili. Niente, la Premier ha fatto solo una descrizione della situazione e ha avanzato una richiesta di aiuto alle opposizioni, facendo il paragone con i tempi del governo Draghi, dimenticando che il presidente Draghi, così come il presidente Conte durante l’emergenza pandemica, avevano prima telefonato ai leader dell’opposizione, condiviso un percorso e poi erano venuti in Parlamento. Oggi invece la Premier Meloni ha consumato con il Parlamento uno strappo gravissimo, che purtroppo hanno sostenuto i presidenti di Camera e Senato. Anziché chiamare i leader dell’opposizione, a partire da Elly Schlein, quando è scoppiato il conflitto, per 12 giorni è stata in silenzio di fronte a tutto quello che è successo. Poi è arrivata in Parlamento a chiedere che le opposizioni facciano quello che dice lei. Non funziona così. Non funziona così la diplomazia, non funziona così la politica estera, non funziona così il Parlamento”.