“Oggi sta andando in onda di nuovo uno scambio vergognoso. Mentre al Senato votiamo il parere sulle pre-intese dell’autonomia differenziata che riteniamo illegittime e completamente anticostituzionali, a Montecitorio è stata approvata una legge elettorale incostituzionale di cui non solo il Paese non aveva bisogno, ma che ha impedito alla Camera di occuparsi dei problemi veri degli italiani. Dopo lo scambio tra autonomia e Premierato, e dopo la scomparsa sotto il tappeto del Premierato per lo schiaffo che gli italiani hanno dato al governo con il referendum, la Presidente del Consiglio ha costruito un secondo scambio politico, ancora più esplicito e ancora più grave: l’autonomia differenziata è tornata a essere la moneta di scambio per mantenere in equilibrio la maggioranza e accompagnare il percorso della nuova legge elettorale. La Costituzione è diventata il terreno sul quale regolare i rapporti di forza tra gli alleati di Governo”. Lo ha detto Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd, parlando in Aula in dichiarazione di voto sull’autonomia differenziata.
“La pandemia – ha proseguito Boccia – ci ha ricordato che il diritto alla salute è tanto più forte quanto più è nazionale. Le alluvioni, i terremoti e gli eventi climatici estremi ci hanno ricordato che la protezione civile è tanto più efficace quanto più è unitaria. La destra invece ha scelto di imboccare la strada opposta: differenziare ciò che l’esperienza ci ha insegnato a tenere unito. È questo il paradosso politico e istituzionale delle loro intese. Le preintese che stiamo votando oggi non rappresentano un passaggio del procedimento di cui all’articolo 116 della Costituzione, ma mettono in discussione l’equilibrio tra autonomia e unità nazionale, tra responsabilità territoriale e solidarietà, tra differenziazione amministrativa e uguaglianza sostanziale dei cittadini. La destra ha calpestato la sentenza della Corte costituzionale 192/24, che non ha coretto qualche dettaglio ma ridisegnato l’impianto della legge sull’autonomia, e ribadito che i diritti fondamentali vengono prima delle competenze. Sia Upb che Ragioneria dello Stato hanno spiegato che i diritti non vengono garantiti. Ma la maggioranza va avanti, e il tratto più preoccupante è che non si tratta di un episodio isolato è un metodo. Calpestano le regole, detestano la Costituzione antifascista che non sentono loro. Il principio che è era stato stabilito era prima le risorse e poi il riequilibrio delle differenze territoriali. Servono 100 mld per allineare sanità, scuola, trasporti, assistenza e ciò non riguarda solo il Sud al quale hanno girato spalle ,ma anche le aree interne del Nord. Questa forzatura resterà nella storia del dibattito parlamentare, e noi faremo di tutto per opporci, anche il ricorso alla Corte Costituzionale. La Repubblica – ha concluso Boccia – non appartiene alla maggioranza che ha vinto per governare non per comandare. Prima questa destra toglierà il disturbo prima si eviteranno altri danni alla Repubblica italiana”.


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