“Noi siamo il cardine della coalizione, come confermato dai recenti risultati in Calabria, Marche e Toscana. Ci siamo messi sulle spalle la coalizione. Essere ‘testardamente unitari’ significa questo: non perdere la calma quando un alleato dice cose fuori dal perimetro, ma perseguire la costruzione di un programma comune per mettere fine alla pessima stagione della Meloni. E il Pd deve essere la bussola di questo percorso inclusivo”. Così il presidente dei sanatori del Pd Francesco Boccia in una intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno, dopo che ieri il Pd pugliese ha tenuto la Direzione regionale che ha votato le liste per le regionali di novembre.
“In Italia – continua Boccia – c’è con la Meloni una destra trumpiana e sovranista, con legami internazionali sotto gli occhi di tutti. Le immagini del vertice in Egitto sono state una scena macabra: ormai vince chi ha potere militare ed economico, il multilateralismo non esiste più. L’Onu è umiliata”.
Boccia poi insiste sulla manovra di bilancio:
“Sono finiti gli alibi per il governo. Sull’Ilva e sui salari divorati dall’inflazione non possono più scaricare responsabilità sui predecessori a Palazzo Chigi. E gli italiani cominciano a riscontrarlo nella vita quotidiana. Questo esecutivo, senza le risorse del Pnrr che non ha mai apprezzato, ci avrebbe portato in recessione.
Il ministro Giorgetti è uno straordinario skipper bravo a tenere la barra della nave immobile nel porto. I tagli alla sanità e alla spesa sociale sono un dato di fatto”.
Sulla crisi dell’Ilva Boccia attacca: “Il governo in tre anni ha presentato un numero imprecisato di piani e di opzioni tutte fallite. Del resto, non avendo un’idea di piano industriale non ci si poteva attendere altro che un fallimento. Serve coraggio e la regia pubblica per la costruzione di un polo italiano dell’acciaio, con dentro le poche imprese italiane che ancora producono, e soprattutto i grandi consumatori di acciaio che coincidono con le aziende pubbliche italiane. Qualcuno ha mai provato, tra Palazzo Chigi e il Ministero delle imprese e del made in Italy, a far sedere intorno a un tavolo Leonardo, Fincantieri e la stessa Eni? Abbiamo risorse e competenze per mettere insieme un polo industriale in grado di decarbonizzare, produrre e immettere anche sul mercato, senza farci assorbire da qualche fondo d’investimento che pensa di fare business con lo spezzatino industriale. Ma se il Governo non ha uno straccio di idea diventa inevitabile il caos che, giustamente, lavoratori e imprese dell’indotto denunciano”.
“Se nel 2027 – conclude Boccia – la sinistra in Italia vince la sfida con la Meloni, può iniziare ad arginare la deriva della destra che sta demolendo l’Europa. Elly Schlein è al congresso socialista ad Amsterdam per ribadire l’importanza di rafforzare un profilo politico culturale alternativo ai sovranisti. Si può costruire un’altra storia. E vogliamo farlo partendo dal governo virtuoso della Puglia”.


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