“Lo dico con rammarico, perché l’Italia ha una grande storia da onorare. Il governo non è stato all’altezza della storia, non è stato all’altezza dell’Italia e della gravità di questa crisi. Il metodo Meloni è stato di delegare l’imbarazzo. Quando la situazione si fa difficile, quando le domande diventano scomode, sui dossier più delicati la Presidente del Consiglio sparisce e compare sempre qualcun altro al posto suo. Sulla politica estera ha delegato Tajani e Crosetto, sul caso Al-Masri ha delegato il ministro Nordio e tutti hanno creato ben altri imbarazzi. L’immagine del ministro degli Esteri che a Washington girava con il cappellino Maga in mano è l’emblema di ciò che stiamo diventando. Dodici giorni di ambiguità che continuano oggi. Oggi ci aspettavamo una risposta chiara e lei ci ha risposta ancora con la formula ‘non condivido e non condanno’. Ci aspettavamo che lei ci dicesse che non concederà le basi a Trump. Non può dire oggi no, domani forse. Quando il Parlamento ha chiesto spiegazioni e il Paese ha chiesto chiarezza, la Presidente del Consiglio è arrivata con settimane di ritardo. Serve responsabilità”. Lo ha detto il senatore Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd, nel suo intervento in Aula.
“Se il ministro della difesa – ha proseguito Boccia – ci dice che il mondo sta precipitando nell’abisso, la Premier deve spiegarci se è così e dove ci porta quell’abisso. Quando la realtà diventa difficile, la risposta della destra è sempre la stessa: trovare un colpevole. E così il governo ha mostrato un’insofferenza continua verso l’autonomia e i poteri dello Stato. Il capro espiatorio preferito è la magistratura. Ma la Premier ricordi che i giudici non impediscono di governare, impediscono a chi governa di essere al di sopra della legge. Si chiama Stato di diritto. Quando è pronta, Meloni torni qui, noi ci siamo. Il Parlamento non è la succursale del governo, non è la sua dependance, è la casa del popolo italiano che servono e serviamo insieme. Abbiamo lasciato loro un mondo in cui il multilateralismo era un punto di riferimento, ci hanno portato in uno in cui il diritto internazionale non conta più. Noi scegliamo l’Europa, Meloni fin qui ha scelto Trump e la sua ideologia; noi il diritto internazionale, Meloni chi lo calpesta; noi la storia diplomatica dell’Italia, Meloni chi trascina l’Italia e il Mediterraneo in guerra”.


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