“La notizia della tregua è positiva, ma guai a scambiarla per una svolta: non siamo davanti alla pace, ma a una pausa armata, fragile e parziale, mentre in altre aree del Medio Oriente, a partire dal Libano, si continua a combattere.
Quanto accaduto è evidente: la strategia di Donald Trump, sostenuta da Netanyahu, non ha stabilizzato la regione ma l’ha incendiata, scavalcando il diritto internazionale e rafforzando le componenti più radicali. Dei diritti umani e della resistenza iraniana non c’è traccia nelle politiche di Trump. Solo petrolio e interessi economici.
Noi non facciamo sconti al regime iraniano, che resta autoritario e pericoloso. Ma proprio per questo è chiaro che la logica della forza non ha funzionato: non ha indebolito i falchi, li ha rafforzati; non ha ridotto i rischi, li ha aumentati e l’emergenza ora rischia di diventare umanitaria, mentre i diritti umani sono sempre calpestati dal regime iraniano. Insomma la tregua è legata solo a condizioni geopolitiche ed energetiche, a partire dallo stretto di Hormuz. Segno che l’energia è diventata l’unica vera leva della guerra e che il conflitto non è finito, ma si è trasformato.
Nel frattempo, il prezzo della crisi è già arrivato nelle case degli italiani: carburanti, bollette, costi per famiglie e imprese. Il Governo non è responsabile della guerra, ma lo è della protezione del Paese.
Per questo chiediamo all’Italia di avere finalmente una linea chiara: difendere il diritto internazionale, fermare l’escalation su tutti i fronti e lavorare con l’Europa per una vera iniziativa diplomatica.
Perché oggi la scelta è semplice: o si ferma il caos, oppure lo si subisce. E il prezzo lo stanno già pagando tutti”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.


Ne Parlano