“Mentre il governo si chiude nel proprio
fortino, il Paese entra in una fase molto più seria di quanto racconta
la propaganda. Sui rincari serve dire la verità: non siamo più davanti
a un picco temporaneo, ma a una nuova fase di instabilità energetica
strutturale. Il petrolio è stabilmente sopra i 100 dollari al barile,
con punte oltre i 115. I carburanti sono ormai sopra i due euro al
litro, nonostante i decreti del governo. E sul gasolio l’Europa è
tecnicamente ”corta”, con effetti diretti su tutta la filiera”. Lo
ha detto il presidente dei senatori del Pd Francesco BOCCIA alla
riunione dell’Ufficio di presidenza del gruppo del Pd al Senato in
vista della ripresa dei lavori parlamentari e prima della conferenza
dei capigruppo di oggi pomeriggio prevista per le ore 15 a palazzo
Madama.
“Questo significa una cosa molto concreta: aumentano i costi dei
trasporti marittimi e aerei, cresce il prezzo della logistica, salgono
i prezzi dei beni, a partire da quelli alimentari. E di fronte a
questa nuova realtà il governo continua a muoversi con un approccio
emergenziale, fatto di provvedimenti tampone che non risolvono nulla
-ha spiegato BOCCIA-. Un decreto bollette inefficace, due decreti
carburanti che non hanno inciso sui prezzi, un decreto fiscale
contestato persino dalle imprese: una sequenza di misure che dimostra
l’assenza totale di una strategia”.
“Siamo dentro una nuova normalità instabile, che richiede scelte
strutturali. E invece il governo continua a rincorrere gli eventi,
aggravando gli effetti di una crisi internazionale alimentata anche
dalle scelte del suo principale alleato, Donald Trump. E tra poche
settimane il governo dovrà presentare il Dfp. Vogliamo capire quali
sono le scelte che farà il governo: siamo dentro una crisi energetica
che non è più emergenziale e il governo non sta facendo nulla, se non
mettere toppe che durano una settimana”, ha detto ancora Boccia.

“Oggi nella conferenza dei capigruppo
rivedremo il calendario dei prossimi mesi. Ci aspetta l’ultimo
anno di legislatura. Di fronte ad un governo che non sembra aver
capito che la fase politica è cambiata noi continueremo la nostra
battaglia con le altre opposizioni. La sconfitta al referendum,
una sconfitta tutta politica, avrebbe dovuto consigliare al
governo una riflessione e un cambio di atteggiamento. Che, a
vedere la postura di Giorgia Meloni la scorsa settimana in aula,
non ci sono stati. L’atteggiamento arrogante della Meloni si
conferma nei comportamenti che la maggioranza sta tenendo in
Parlamento. La destra vuole mettere la fiducia sul Dl Pnrr che è
arrivato oggi in Senato. E vogliono votarlo oggi. La stessa cosa
sta avvenendo sul dl sicurezza. Arriverà in aula senza relatore,
la maggioranza deve correggere alcune cose ma noi continueremo la
nostra battaglia, anche ostruzionistica, ripresentando in aula i
nostri emendamenti. In commissione Covid l’arroganza della destra
sta toccando livelli assurdi con audizioni di parte che servono
solo a far scrivere articoli velenosi a La Verità contro il
governo Conte2. Sul finevita la maggioranza, divisa, chiede tempo
ma noi insisteremo perché il provvedimento venga portato in aula.
Vedremo se riusciremo a portare il testo Bazoli o il testo
semilavorato dalla commissione. Colpisce che la sconfitta
politica al referendum, che quello che sta succedendo nel mondo,
con l’attacco al Papa da parte di Trump e la sconfitta di Orban,
non insegni nulla a questo governo. Ma contro questa arroganza
continueremo in aula e nel paese la nostra battaglia politica”.
Così il presidente dei senatori del Pd Francesco BOCCIA alla
riunione dell’ufficio di presidenza del gruppo del Pd al Senato
in vista della ripresa dei lavori parlamentari e prima della
conferenza dei capigruppo di oggi pomeriggio prevista per le ore
15 a Palazzo Madama.


Ne Parlano