“Oggi è un giorno davvero triste per il Parlamento, per i malati e per le loro famiglie, per l’Italia tutta. La maggioranza divisa affossa definitivamente una legge necessaria, attesa, di cui ha ravvisato la necessità anche la Corte costituzionale. Il rinvio in Commissione è solo un espediente, una foglia di fico vergognosa e inaccettabile. Oggi la maggioranza di centrodestra tradisce chi soffre perché questa decisione ha un impatto terribile sull’esistenza e sulla sofferenza di persone in carne ed ossa. Il rinvio è una pietra tombale sulla possibilità, in questa legislatura, di una legge di civiltà sul fine vita”. Loo dice il senatore Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd.
“Sul fine vita – continua Boccia – la destra ha scelto ancora una volta di non dare all’Italia una legge. Con l’affossamento del ddl Bazoli ha scelto di voltare le spalle a chi soffre. E lo ha fatto sulla pelle di donne e uomini che vivono condizioni irreversibili e sofferenze insopportabili. Il ddl Bazoli era già stato approvato alla Camera nella passata legislatura, in questa dal 2024 sono state fatte centinaia di audizioni e un comitato ristretto. Le opposizioni sono state sempre unite, la maggioranza no. Ma da anni la destra rinvia, nonostante la Corte Costituzionale abbia indicato una strada chiara e i tribunali siano costretti a colmare i vuoti lasciati dalla politica. Il compito delle istituzioni dovrebbe essere quello di dare certezza ai diritti, non continuare a nascondersi dietro tatticismi. Il ddl Bazoli firmato da tutte le opposizioni rappresentava un punto di equilibrio serio tra autodeterminazione della persona, responsabilità pubblica e tutela della dignità umana. Per questo il voto di oggi della maggioranza è un tradimento per chi soffre. La verità è che la destra parla continuamente di libertà, salvo negarla quando una persona chiede di poter decidere della propria esistenza nelle condizioni più drammatiche immaginabili. Il fine vita non è una battaglia ideologica. È una questione di dignità, libertà e rispetto della persona. Si può essere favorevoli o contrari. Si può discutere nel merito, come chiediamo di fare da inizio legislatura. Quello che non è più accettabile è continuare a rinviare con motivazioni che calpestano la dignità delle persone. Perché mentre la destra prende tempo, ci sono persone che il tempo non ce l’hanno più”.


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