“Sulle riserve auree della Banca
d’Italia, il punto è molto semplice: la normativa europea e
nazionale è chiarissima. L’oro detenuto da Bankitalia fa parte
delle attività dell’Eurosistema, è iscritto nel bilancio della
banca centrale e rientra nel perimetro delle garanzie a tutela
della stabilità finanziaria. Nessun governo può ‘disporne’, né
modificarne il regime giuridico con un emendamento simbolico”.
Lo afferma il capogruppo del Pd in Senato Francesco Boccia,
interpellato sull’emendamento di FdI alla manovra sulle riserve
auree, sostenuto anche dalla Lega.
“Per questo l’operazione voluta da Fratelli d’Italia e
inseguita dalla Lega è non solo superflua, ma anche fuorviante.
Non produce alcun effetto economico, non aumenta il valore delle
riserve, non riduce il debito e non migliora di un millimetro la
vita dei cittadini. Rischia, al contrario, di alimentare
incertezza sui mercati proprio mentre l’Italia avrebbe bisogno
dell’opposto”, afferma Boccia, sottolineando che “l’oro della
Banca d’Italia non è un salvadanaio del governo né un fondo
emergenziale da utilizzare per compensare incapacità politica o
propaganda pre-elettorale. È un presidio tecnico di stabilità” e
“FdI e Lega dovrebbero sapere che la sola discussione pubblica
su un eventuale utilizzo politico dell’oro nazionale è già di
per sé destabilizzante. Non rafforza l’Italia: la espone. Non
tutela la sovranità: la indebolisce”.
Inoltre, “sull’oro la maggioranza e in particolare FdI
mostrano tutta la loro inadeguatezza e la loro pericolosità
rispetto ai problemi economici che abbiamo il dovere di
affrontare”, aggiunge Boccia, ricordando che “nel 1935 il regime
fascista costruì la Giornata della Fede come un gigantesco rito
collettivo”. Oggi quell’emendamento “è una formula che non
cambia nulla nella sostanza giuridica, non sposta un grammo
d’oro, non produce un euro di ricchezza. Ma serve a un’altra
cosa: evocare un’appartenenza simbolica, costruire un racconto
identitario, trasmettere l’idea che il governo stia
‘restituendo’ qualcosa al popolo anche quando non restituisce
proprio niente”.


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