“Il nuovo decreto fiscale del Governo Meloni non è una riforma, non è una strategia fiscale, non è una politica economica. È l’ennesima toppa a una lunga serie di errori.
Emblematico il caso della tassa sui piccoli pacchi extra UE: prima la introducono senza criterio, nonostante fosse stato segnalato in tutti i modi che così concepita sarebbe stata un autogol contro consumatori e sistema produttivo; ora fanno marcia indietro e la rinviano. Una politica fiscale che prima colpisce al buio e poi si corregge da sola, come chi tira un rigore nella propria porta e poi chiede il VAR per annullarlo.
Il resto del decreto segue lo stesso schema: rinvii, correzioni, ripristini. Dal regime sui dividendi ai continui aggiustamenti tecnici, fino a misure sugli investimenti senza coperture certe e rinviate a futuri tavoli. Le imprese chiedono stabilità, il Governo risponde con incertezza.
Siamo di fronte a un esecutivo che naviga a vista, senza una visione economica e industriale, rincorrendo le emergenze e correggendo i propri errori. Nel frattempo la crescita rallenta e il Paese paga il prezzo di questa improvvisazione.
La verità è semplice: non è politica fiscale men che meno economica, è solo gestione dell’errore. E l’Italia non può permetterselo”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.


Ne Parlano