“Spero che il significato del voto referendario abbia fatto breccia almeno nella visione che Giorgia Meloni ha di questo scorcio di legislatura: la Costituzione non si cambia a maggioranza.
Dopo il 2006 e dopo il 2016 è arrivato il 2026: il comune denominatore tra 2006, 2016 e 2020 è che quando il Parlamento si è fatto incalzare dai governi e ha cambiato la Costituzione a colpi di maggioranza, ha avuto un chiaro no dal paese. L’equilibrio poi tra i poteri dello Stato non solo non si tocca, ma non è nella disponibilità di alcun governo. E mi auguro che Giorgia Meloni continui a credere nella magistratura e nella sua terzietà. Noi ci crediamo perché viviamo in un paese garantista che ha sempre creduto e il giudizio degli italiani è stato a difesa di quella terzietà.
L’unico ministro che oggi non abbiamo visto è Nordio, dov’è finito? Noi vogliamo continuare a lavorare sulla giustizia e a migliorarla: abbiamo il problema delle carceri che sono in una condizione drammatica, abbiamo bisogno di accelerare i processi. Giorgia Meloni rimandi Nordio in Parlamento a discutere di questo con la stessa grinta che ha avuto quando difendeva la sua riforma”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia in aula a Palazzo Madama.