“Non possiamo accettare dichiarazioni preventive come quella del Sen. Zanettin, che sembrano già certificare una resa della maggioranza prima ancora del confronto parlamentare. Conosciamo la buona fede della presidente Craxi e il lavoro che ha provato a svolgere in questi mesi, ma proprio per questo appare sempre più evidente una verità politica: la destra è profondamente divisa sul fine vita, al proprio interno e persino dentro i singoli partiti che la compongono. E ciò che preoccupa ancora di più è la sensazione crescente di un’ingerenza del Governo su una materia che dovrebbe appartenere esclusivamente alla coscienza del Parlamento.
Il Parlamento della Repubblica non può essere commissariato né intimidito da veti esterni, pressioni ideologiche o calcoli di convenienza politica. Su temi che toccano la dignità della persona, la sofferenza, la libertà e il limite della vita, le Camere devono poter discutere e decidere in piena autonomia, nel rispetto della Costituzione e delle indicazioni chiarissime della Corte costituzionale.
Per tre anni tutte le opposizioni hanno garantito alla maggioranza tempo, disponibilità e confronto. Sono state svolte oltre cento audizioni, è stato istituito un comitato ristretto, sono stati discussi testi, emendamenti e mediazioni. Ma a ogni passaggio decisivo la destra ha scelto il rinvio, l’ostruzionismo, la sospensione, nel tentativo evidente di non arrivare mai al voto finale.
Il ddl Bazoli, firmato unitariamente da tutte le opposizioni, non è un testo ideologico: è il tentativo serio, equilibrato e rigoroso di dare finalmente all’Italia una legge di civiltà coerente con la giurisprudenza costituzionale e con le domande profonde della società italiana. E soprattutto mette al centro un principio per noi irrinunciabile: la sofferenza non si può privatizzare. Non si può lasciare il dolore delle persone alla solitudine delle famiglie, alle diseguaglianze territoriali o alle possibilità economiche individuali. Se esiste un diritto riconosciuto dalla Corte, allora deve essere il Servizio sanitario nazionale a garantirlo con trasparenza, umanità e controlli pubblici.
Un eventuale rinvio in commissione sarebbe un atto gravissimo. Significherebbe dire al Paese che, nonostante le sentenze della Consulta, nonostante i drammi umani vissuti da tante famiglie, nonostante le storie che hanno attraversato le coscienze degli italiani, la politica sceglie ancora una volta di voltarsi dall’altra parte.
Noi non ci stiamo. Chiediamo che il Parlamento abbia il coraggio di guardare negli occhi il Paese reale e di assumersi finalmente la responsabilità di decidere.” Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia commenta alcune dichiarazioni del senatore Zanettin.