“Sulla vicenda che vede coinvolta Nicole MInetti chiediamo solo chiarezza, chiediamo trasparenza, chiediamo rispetto del Parlamento e del Paese. Oggi questa chiarezza non c’è e ciò che vediamo è un’opacità strisciante che non aiuta i cittadini a comprendere come vengono assunte decisioni così rilevanti.
Di fronte a vicende delicate sarebbe necessario un passaggio limpido. Giorgia Meloni mandi Nordio in Parlamento: serve un’informativa puntuale del ministro Nordio, la ricostruzione dell’istruttoria, l’indicazione degli uffici coinvolti e degli eventuali margini di errore. Questo è ciò che chiediamo: trasparenza nei processi decisionali e responsabilità istituzionale.
Voglio essere chiaro: nessuno attribuisce responsabilità senza elementi. Nessuno nell’opposizione e men che meno nel Pd ha dato responsabilità precise a qualcuno. Noi abbiamo piena fiducia nel Presidente della Repubblica, e il Presidente della Repubblica ha chiesto chiarimenti. E li ha chiesti al ministro Nordio. Il punto politico – conclude Boccia – è che questa opacità strisciante non coincide necessariamente con malaffare, ma con un’idea distorta delle istituzioni. Noi siamo per istituzioni trasparenti, aperte e rispettose della loro funzione democratica. È su questo terreno che chiediamo un cambio netto di passo.
Il Quirinale non è mai stato un passacarte. Il Quirinale è l’arbitro, è il vigile, è il garante dell’unità costituzionale. È il garante stesso della Costituzione. Ognuno può scegliere di fare polemica oppure no. A me interessa che ci sia trasparenza nei confronti del paese ed è la trasparenza che noi non vediamo mai nell’atteggiamento di questo governo. E in questi mesi in quel ministero ci sono stati diversi casi di mancata trasparenza: non c’è stata trasparenza sul caso Almasri, non c’è stata trasparenza nelle relazioni parlamentari rispetto alla riforma costituzionale poi bocciata dal referendum. Le vicende Bartolozzi e Delmastro sono esplose perché non c’è stata trasparenza. È un’opacità strisciante”.


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