“Ieri abbiamo sperato, in un contesto internazionale ed economico difficile e drammatico sul piano sociale, dopo l’esito referendario, che è stato un esito molto politico, in un richiamo all’unità del Paese.
Ci aspettavamo un’assunzione di responsabilità sulle grandi questioni che sono davanti a tutti e, invece, ci siamo trovati di fronte al solito comizio di stampo politico.
Giorgia Meloni sta finendo la legislatura così come l’ha iniziata: come capo di un partito che pensa di aver stravinto le elezioni e pensa di dover comandare anziché governare.
Il Paese ha detto con chiarezza che quella riforma costituzionale della giustizia era sbagliata. Il premierato — che era la riforma ‘regina’ per Meloni — è stato nascosto a Montecitorio. L’autonomia cara alla Lega è stata bocciata dalla Corte costituzionale.
L’analisi è molto chiara: Meloni ha iniziato da capo politico e finisce da capo politico. Ha perso una grande occasione.
Ed è sempre più chiaro che ci sono divisioni dentro la maggioranza. Il capogruppo della Lega Romeo ieri l’ha detto chiaramente: la Presidente non dimentichi che solo in tre regioni ha vinto il ‘Sì’ e, guarda caso, sono le regioni che la Lega ritiene proprie.
Un ‘messaggio in bottiglia’ molto chiaro”.
Lo ha detto il Presidente del Gruppo PD al Senato, Francesco Boccia, intervenendo ad Agorà.
Boccia, “Parole condanna Mattarella nette e chiare. Meloni sostenne Nobel pace a Trump”
“Le parole usate ieri dal Presidente Sergio Mattarella sono scolpite: non si possono interpretare. Si possono solo ascoltare. Perché non si possono accettare ambiguità: quando non si condivide una scelta, la si condanna.
Lo dico alla Presidente del Consiglio: Donald Trump ha travolto l’ordine mondiale, calpestando ripetutamente il diritto internazionale.
Le organizzazioni internazionali siamo noi, non è che non funzionano per motivi ‘esoterici’: non funzionano perché gli Stati Uniti hanno chiuso i rubinetti per metterle in difficoltà. Noi siamo le organizzazioni internazionali e le abbiamo volute noi dopo il conflitto mondiale.
E la stessa cosa accade sulla NATO.
Quindi noi abbiamo il dovere di difenderle, seguendo le parole di Mattarella, ma anche di dire la verità: a Trump noi dobbiamo continuamente dire che non siamo d’accordo con la sua azione. Mentre la Presidente del Consiglio, oltre ad aver auspicato il Nobel per la pace a Trump, cosa avventata, ha detto che l’accordo sui dazi era un buon accordo.
Se in Europa ci sono due leader, Orban e Meloni, che la indeboliscono, perché contrari all’abolizione del diritto di veto, la puoi raccontare come vuoi, ma è evidente che la Ue sarà più debole”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia ad Agorà su Rai3.
Boccia (Pd), “Prima Meloni va via meglio è per Paese. Centrosinistra pronto e unito”
“È abbastanza naturale che il Presidente del Consiglio si rivolga a Elly Schlein in Parlamento: non stiamo parlando di complimenti, ma di sfide. Sfide continue, ed è fisiologico. Per la verità lo fa anche con Conte: non c’è una sfida interna nel centrosinistra, ma una sana competizione dentro una coalizione profondamente alternativa alla destra, come è sempre avvenuto.
Voglio però sgomberare il campo da un equivoco. Ieri Giorgia Meloni, con la sua oratoria — che gli italiani hanno imparato a conoscere, anche un po’ furba — ha fatto passare il messaggio: “Io resto perché le opposizioni non vogliono il voto perché sono divise”. Non è così.
Se lei va via, le opposizioni sono compatte.
Quindi, quando andrà via, sarà comunque troppo tardi. Noi siamo prontissimi”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia ad Agorà su Rai3.