“Da Tajani ci saremmo aspettati oggi parole sul futuro, perché la cronaca di questi giorni è nota a quest’Aula. La relazione del ministro è stata invece burocratica e gli interventi della maggioranza sono stati intrisi di analisi di parte e di molte omissioni. La tregua a Gaza è un sollievo ma non rappresenta la pace. Ieri come oggi a Gaza si continua a morire. È un momento di respiro dopo due anni di devastazione, non la fine del dolore. Non cancella massacri né guarisce ferite profonde. Il rilascio degli ostaggi israeliani e dei detenuti palestinesi ha restituito speranza, ma l’equilibrio resta fragile, basato su accordi temporanei e la fiducia è ancora assente. Al vertice di Sharm non si è parlato del fatto che Gaza è distrutta per l’80%, che i bambini sopravvissuti hanno perso due anni di scuola, che gli ospedali non ci sono più e le case sono distrutte. Sharm è stata una vetrina del potere e dell’esibizione di forza del Presidente degli Stati Uniti, che era attorniato dai pochi veri protagonisti, suoi alleati in affari, e da tante comparse, autorevoli paesi europei, Italia compresa. E’ l’immagine di un vecchio mondo governato da uomini anziani che hanno dichiarato una guerra che i giovani non vogliono”. Lo ha detto in Aula il senatore Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd, intervenendo nel dibattito sull’informativa del ministro degli esteri Tajani.
I tagliagola di Hamas sono stati promossi da Trump a polizia per mantenere l’ordine nella striscia di Gaza. Come pensa il governo italiano, come pensano gli europei di garantire la tregua e la pace se hanno affidato ad Hamas il controllo del territorio? Abbiamo detto che è indispensabile riconoscere lo stato di Palestina e il governo italiano ci ha risposto che aspettava la liberazione degli ostaggi e la cacciata di Hamas. E adesso che ad Hamas è stato attribuito un ruolo superiore, l’Italia che farà chiederà il permesso a Trump per riconoscere lo stato di Palestina? Noi presenteremo una mozione su questo e ci aspettiamo un voto unanime. Tajani ci dica che il diritto internazionale vale a prescindere e non fino a un certo punto. Se l’Italia si impegnerà in una missione di peace keeping con l’Onu, se si deciderà finalmente che medici, infermieri e giornalisti possono tornare a Gaza, noi ci saremo. Davanti a due visioni opposte, quella di Trump che legittima autocrati, impone dazi unilaterali, minaccia di ricorrere all’uso della forza, pratica una pericolosissima torsione autoritaria interna, mostrando un approccio basato più sul dominio che sulla vera diplomazia, e una nuova generazione che lotta per giustizia e dignità, spetta a noi scegliere da che parte stare nella storia”.