«Un imbroglio, una legge truffa». Il capogruppo del Pd Francesco Boccia fa a pezzi la legge elettorale approvata al Senato e minimizza le difficoltà del centrosinistra: «La destra non si illuda, perché noi siamo uniti e non ci divideremo. Prima si vota e meglio è, noi siamo pronti».
Presidente, per La Russa è una «legge equa».
«Col 42% dei voti si vogliono portare a casa 70 deputati e 35 senatori in più e non è una legge truffa?».
Non è esagerato gridare all`imbroglio?
«È una legge nata sulla paura di perdere, con l`ossessione di trasformare una minoranza di voti in una maggioranza parlamentare enorme».
Non è vero che, sotto sotto, il centrosinistra gongola? Potreste prenderlo voi il premio di maggioranza.
«Bella domanda. È la stessa che ci facevano nei giorni del passo falso di Nordio sulla riforma della giustizia. Ma noi non vogliamo cambiare le regole a nostro vantaggio, le regole devono essere neutrali e rafforzare le istituzioni».
Perché lei in Aula ha detto che Meloni non si salverà?
«Meloni ha festeggiato quattro anni di stabilità e la percezione diffusa nel Paese è che li abbia sprecati. Non ha cambiato l`Italia e quel che resta è Vannacci, una destra più radicalizzata e un Paese fermo, piantato. Con problemi sociali ed economici che sono sotto gli occhi di tutti».
C`è la «svolta autoritaria» denunciata da Bonelli?
«La legge è palesemente incostituzionale perché aggira con arroganza la Carta sul quorum al Senato, obbliga a indicare il premier, che è competenza del capo dello Stato, e costruisce barriere enormi per la raccolta delle firme».
Non è vero, come sospettano nel M5S, che il Pd ha brigato contro Onorato per favorire Renzi?
«Assolutamente falso. Siamo l`unico partito che si è battuto per abbassare, per tutti, le firme da raccogliere».
Lei descrive Meloni «ossessionata dal potere», una premier che «caccia le donne dal Parlamento». Possiamo escludere che la legge sia frutto di un accordo tra Schlein e la premier?
«Non esiste. Il Pd di Schlein non farà mai accordi con la destra per convenienza. Meloni prenda atto che una legge coi capilista bloccati, i nominati, le preferenze finte e le donne penalizzate allontana gli elettori dalle urne».
Come farete a togliere il veto di Conte contro Renzi?
«Il perimetro è chiaro. Costituzione, articolo 11, europeismo, multilateralismo, autonomia strategica dell`Europa. Dentro questa cornice ci sono posizioni comuni anche sui dossier più difficili. Non dobbiamo nascondere le differenze, ma governarle».
E il veto di Conte su Renzi? Non mi ha risposto.
«Conte non ha messo veti su nessuno. Ha posto il tema dell`allargamento dell`ala moderata e di centro».
Lo guiderà Silvia Salis?
«Lo decideranno le forze moderate. Il Pd ha lavorato in maniera testarda per tenere unita la coalizione nel Paese e in Parlamento, come dimostrano i voti uguali e simili tra Pd, M5S, Avs e Iv, le proposte sull`ultima legge di Bilancio e gli emendamenti firmati da tutti sulla legge elettorale. Chiaro che non basta. Rafforzare la capacità di aggregazione è un impegno di tutti».
Il governo può cadere alla Camera, col voto segreto?
«L`80% dei senatori e senatrici del centrodestra, l`ho visto e sentito a Palazzo Madama, sa di aver votato un testo sbagliato, che farà male al Paese e a loro. La maggioranza degli eletti non tornerà in Parlamento e quel malcontento aumenterà, fino al voto alla Camera. Meloni dovrebbe fermarsi e, se non lo fa, i deputati sanno che possono fermare quello scempio».
La premier vuole spaccarvi imponendovi la scelta del premier. Farete le primarie?
«Il centrosinistra resterà unito a prescindere, con qualsiasi legge. Si tolgano ogni illusione. Quanto al Rosatellum, è meglio di questa schifezza. E se Meloni non ha capito il quadro politico che lei ha costruito, lo scoprirà il 27 settembre a Reggio Calabria».
Vincerete le suppletive grazie a Vannacci?
«Vogliamo vincere perché il candidato è uno stimato cardiochirurgo che unisce tutta l`area progressista, Frank A. Benedetto. La Calabria è il primo test e dimostra che ci sono due destre».
Teme che una destra approdi al Colle con Meloni e l`altra a Palazzo Chigi con Vannacci?
«La nostra Costituzione antifascista ha gli anticorpi per evitare questa deriva».
Il duello tra Schlein e Conte è sempre più teso. Il contrasto sulle armi a Kiev non è un problema enorme?
«No. E non capisco perché ogni differenza nel centrosinistra viene letta come una crisi, mentre a destra possono avere posizioni diverse su tutto, dall`AfD all`Ucraina». Lo sa perché? Perché poi in Aula votano assieme, mentre il programma del M5S non prevede armi per l`Ucraina e quello del Pd sì. «Quando uscirà il programma scoprirete che sarà comune e condiviso».