“Lo sforzo fatto da Andrea Giorgis ha prodotto un testo rigoroso per ciò che riguarda lo spettro delle azioni di contrasto all’antisemitismo e alle altre forme di odio e discriminazione. E questo sforzo è stato fatto ascoltando e coinvolgendo molte istanze ‘esterne’: comunità culturali, studiosi, intellettuali.
Il ddl che oggi depositiamo è un testo moderno e costituzionalmente consapevole, che sceglie la via della prevenzione (scuola, cultura, dati, territorio) e costruisce una governance stabile, includendo l’antisemitismo dentro una strategia contro odio e discriminazioni, senza alimentare alcuna polarizzazione.
La lotta all’antisemitismo è un banco di prova della qualità democratica di uno Stato. L’antisemitismo ha attraversato la storia europea come una costante, capace di riemergere in forme sempre nuove, e in Italia ha conosciuto una tragica responsabilità istituzionale con le leggi razziali del fascismo. Per questo, permettetemi, farci indicare una strada dagli eredi di chi quelle leggi ha scritto suona quasi come una beffa. La Repubblica non può limitarsi alla condanna rituale: ha il dovere di prevenire, educare e intervenire.
Oggi l’antisemitismo si alimenta anche della confusione deliberata tra identità e responsabilità politiche, tra appartenenza religiosa e decisioni dei governi. È una confusione pericolosa, che trasforma il conflitto politico in ostilità verso le persone, e che finisce per legittimare nuovi stereotipi e nuove esclusioni. Questo disegno di legge afferma con chiarezza un principio non negoziabile: la critica, anche dura, alle politiche di uno Stato è legittima; la stigmatizzazione di un popolo o di una comunità in quanto tali non lo è mai.
Proprio per contrastare efficacemente l’antisemitismo, abbiamo scelto una strategia che non isola il fenomeno ma lo colloca al centro di una più ampia azione contro tutte le forme di odio razziale, etnico, nazionale e religioso. Non per diluirne la gravità, ma per colpirne le radici comuni: la disumanizzazione dell’altro, la normalizzazione del pregiudizio, l’uso politico dell’odio. Difendere gli ebrei oggi significa rafforzare la tenuta della democrazia e affermare che nessuna società può dirsi libera se tollera che l’odio diventi linguaggio pubblico. Ringraziamo per quello che hanno fatto per arrivare a questo testo Andrea Giorgis, Graziano Delrio che ci ha chiamato a confrontarci sul merito, Francesco Verducci con la commissione Segre che lavora quotidianamente su questi temi e che ha alimentato molte delle considerazioni contenute nel nostro ddl, che si affiancherà ad altri 8 ddl presentati. Quando presenteremo gli emendamenti al testo base io credo sia giusto comporre un comitato ristretto, per presentare emendamenti a nome del Pd, di cui faranno parte i membri della commissione Affari costituzionali, Francesco Verducci, come rappresentante della Commissione Segre, Graziano Delrio, e chi riterrà giusto dare un proprio contributo”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia intervenendo all’assemblea del gruppo del Pd.


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