Francesco Boccia, capogruppo Pd in Senato, che impressioni le hanno fatto le immagini di guerriglia urbana a Torino?
«Sono immagini inaccettabili. Atti di violenza contro le forze dell`ordine, contro i giornalisti e contro la città non hanno alcuna giustificazione possibile. Vanno condannati senza esitazioni e senza ambiguità, come abbiamo fatto subito tutti a partire da Elly Schlein. La violenza non difende alcuna causa, non rappresenta alcun diritto e non ha nulla a che vedere con il dissenso democratico».
Schlein ha parlato di gesti inqualificabili. Ritiene che per una volta destra e sinistra dovrebbero essere unite, almeno nel condannare le violenze e nella solidarietà agli agenti?
«La condanna della violenza e la solidarietà alle forze dell`ordine non sono un terreno di scontro politico, ma un dovere democratico. Su questo non ci possono essere “per una volta”: per noi è sempre stato così. Proprio per questo la segretaria Elly Schlein ha chiamato direttamente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, chiedendo che su temi così delicati le istituzioni sappiano unire e non dividere il Paese. Senza mai comprimere i diritti fondamentali come quello di manifestare. Difendere le forze dell`ordine e difendere lo Stato di diritto devono andare insieme».
A destra c`è chi accusa il centrosinistra di aver dato “copertura politica” ai violenti. Come risponde?
«E un`accusa falsa e irresponsabile. Noi abbiamo condannato la violenza in modo netto e immediato. Chi oggi parla di “coperture politiche” sta costruendo una narrazione pericolosa: usare episodi criminali per delegittimare un partito, un`area politica o il diritto al dissenso. È una logica da “nemico interno” che non appartiene a una democrazia matura».
Mollicone di FdI punta il dito contro Schlein: “Non sono violenti, ma comunisti che votano le liste Pd in cambio di tutela sui palazzi occupati”. Il centrosinistra non ha preso le distanze in modo abbastanza netto da Askatasuna?
«Le parole di Mollicone sono gravissime. Non solo perché insultano il Partito Democratico, ma perché provano a trasformare una vicenda di ordine pubblico in una dava politica contro l`opposizione. Noi abbiamo preso le distanze dalla violenza senza se e senza ma. Ma non accettiamo che si criminalizzi una manifestazione pacifica, a Torino sabato c`erano decine di migliaia di persone e non erano tutti criminali, o una comunità politica o il diritto di protestare. E singolare che questa destra faccia la voce grossa qui e poi giri lo sguardo altrove quando CasaPound non viene sgomberata o quando gruppi neofascisti manifestano indisturbati, spesso in violazione delle stesse regole che oggi invocano. Due pesi e due misure sono inaccettabili in uno Stato di diritto».
Intanto il governo accelera sul pacchetto sicurezza, che prevederebbe anche la possibilità di fermo preventivo per i manifestanti. Che ne pensa?
«È una risposta sbagliata. Usare la violenza di pochi come pretesto per restringere i diritti di tutti è una scorciatoia autoritaria. La sicurezza non si costruisce comprimendo il diritto di manifestare o di dissentire. Si costruisce dentro lo Stato di diritto, con prevenzione, presenza sul territorio e politiche sociali che riducano i conflitti».
E l`obbligo di cauzione che chiede Salvini?
«Trasforma il diritto di manifestare in un privilegio per chi può permetterselo. Introduce una discriminazione economica nell`esercizio dei diritti costituzionali. È una visione che non ha nulla a che vedere con la sicurezza e molto con una cultura punitiva e propagandistica».
Cosa servirebbe invece per la sicurezza dal vostro punto di vista?
«Servono più investimenti per le forze dell`ordine, più formazione, più mezzi, più tutele giuridiche per chi opera nel rispetto delle regole. Ma serve anche una politica capace di tenere insieme sicurezza e coesione sociale. La sicurezza vera nasce da città più giuste, da lavoro dignitoso, da servizi pubblici, da istituzioni credibili».
E come fare in modo che scene come quelle di Torino non si ripetano?
«Isolando i violenti, non criminalizzando il dissenso. Rafforzando l`intelligence, prevenendo le infiltrazioni violente, dialogando con i territori. Abbassando la tensione sociale, non alimentandola. Chi governa dovrebbe lavorare per unire il Paese, non per dividerlo come fa sistematicamente questa destra».
Piantedosi nei giorni scorsi vi ha attaccato: la sinistra`ha scoperto il problema della sicurezza solo adesso. Come risponde?
«Il prefetto Piantedosi è stato un ottimo poliziotto, ha lavorato spesso gomito a gomito con la sinistra di governo sui territori, a partire da Bologna, e sa bene che il Pd si occupa di sicurezza da sempre e non la riduce a repressione. La differenza è tutta qui: noi pensiamo che sicurezza e diritti si rafforzino a vicenda, la destra pensa che i diritti siano un ostacolo. Se posso permettermi un consiglio alle donne e agli uomini che hanno sempre servito lo Stato, indipendentemente da chi governa: non prestatevi a una deriva sempre più trumpiana che usa la paura come collante politico e come scorciatoia autoritaria. Spaccare il Paese non rafforza la sicurezza. L`Italia non lo merita. Noi saremo sempre dall`altra parte: dalla parte della Costituzione, delle forze dell`ordine e della democrazia».