Secondo Francesco Boccia, è stata «tutta una farsa». Il capogruppo del Pd al Senato è reduce da un`accesa riunione con i colleghi di maggioranza e opposizione, in cui il presidente Ignazio La Russa ha tentato una mediazione per arrivare a una risoluzione unitaria sul tema della sicurezza, come auspicato da Giorgia Meloni.
«Un tentativo fallito subito, non c`erano le condizioni dopo i toni incendiari usati da Piantedosi alla Camera – spiega Boccia a La Stampa –. La destra sta solo usando il tema della sicurezza come una clava contro le opposizioni per coprire i propri fallimenti». Quanto all`appello della premier alla «collaborazione istituzionale», era «finto, non cerca l`unità, perché ha un decreto-legge già pronto: a cosa serve un atto di indirizzo del Parlamento se hai già predisposto le nuove misure? – domanda -. Meloni voleva solo portarci a condividere la sua strategia sulla sicurezza, che da tre anni e mezzo è fallimentare». Ancora una volta, sostiene il capogruppo Pd, la premier dimostra di «usare il Parlamento come una dependance di Palazzo Chigi, mentre La Russa prende ordini e li esegue». A scatenare lo scontro tra i capigruppo, è stato anche il no della maggioranza alla richiesta di far rendere al ministro Nello Musumeci comunicazioni in Aula (con voto delle risoluzioni) sulla tragica situazione di Niscemi e di Sicilia, Sardegna e Calabria. «Preferiscono votare sugli inqualificabili scontri di Torino, mentre si evita un voto sulla devastazione del nostro Sud – attacca Boccia – per salvare dalle loro responsabilità Musumeci e Schifani. È una destra vergognosa». A proposito del nuovo decreto, ora all`esame del Quirinale, Boccia non ha dubbi: «Le misure anticipate sono fuori dallo Stato di diritto, ancora una volta si sfrutta l`emergenza del momento per alzare il livello della repressione». Dunque, bisogna fermarle: «Mi aspetto che scattino i meccanismi di salvaguardia previsti dalla Costituzione, a partire dal vaglio del presidente della Repubblica, poi la Consulta e il Parlamento», sottolinea il senatore dem. Convinto la destra punti a «fare ogni volta una cosa in più, far avanzare la svolta autoritaria, a costo di spaccare la società italiana – avverte –. Questo è il modello Trump in purezza, mancano solo le squadracce dell`Ice in giro per le nostre strade». A preoccupare è la narrazione emergenziale del governo, l`attacco anche ai manifestanti pacifici da parte del ministro Piantedosi, che «rappresenta l`Italia come un Paese di black bloc. È un atteggiamento pericoloso, con dei bersagli precisi, mentre altri vengono volutamente dimenticati – dice Boccia –. Vediamo se domani (oggi, ndr) Piantedosi viene finalmente a dirci quando intende sgomberare Casapound». In ordine sparso la reazione delle opposizioni all`appello di Meloni: Conte ha anticipato il Pd, rilanciando le sue proposte. «Noi rappresentiamo una comunità molto vasta, quindi, prima di parlare, valutiamo bene cosa dire – spiega Boccia –. Poi non è una gara, non siamo lo stesso partito e ognuno legittimamente ha le sue proposte». Nessuna preoccupazione che a sinistra parta una sfida a chi meglio interpreta la battaglia sulla sicurezza: «È positivo che tutti la sentano come un`urgenza e ci sia un impegno comune su questo terreno. Di certo, nessun partito del centrosinistra proporrà interventi da svolta autoritaria, come fanno tutti i giorni a destra».
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