“Il nostro parere sullo schema di decreto legislativo con cui il Governo intende recepire la direttiva europea sulla trasparenza salariale è decisamente contrario. Si tratta di un provvedimento che sembra costruito per togliere proprio gli elementi più innovativi della direttiva, rischiando di svuotarne l’ambizione: rendere effettiva la parità retributiva tra donne e uomini. Dal ciclo di audizioni in Commissione è emersa una valutazione largamente negativa. Lo schema restringe l’ambito di applicazione della direttiva lasciando fuori intere tipologie contrattuali, come il lavoro domestico, tra quelle più esposte al rischio di discriminazione salariale. Introduce inoltre definizioni restrittive di retribuzione che escludono premi e incentivi, proprio le componenti in cui più spesso si nasconde il divario retributivo di genere. L’assenza di un chiaro riferimento ai contratti collettivi comparativamente più rappresentativi rischia inoltre di aprire ulteriori spazi ai cosiddetti contratti pirata, indebolendo le tutele salariali. In un Paese in cui le donne guadagnano in media circa il 20 per cento in meno degli uomini, il Governo superi la propaganda e scelga di impegnarsi per contrastare le discriminazioni retributive”, lo dichiara la senatrice del PD Susanna Camusso.


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