“Come certificato dall’Istat, in Italia
i posti nei nidi non bastano e oltre la meta’ delle strutture
non riesce a soddisfare le richieste, costringendo migliaia di
famiglie, soprattutto nel Mezzogiorno, a restare escluse o in
lista d’attesa. La copertura nazionale e’ ancora sotto il Lep
del 33% e lontana dal target europeo del 45%. Nonostante cio’,
il Pnrr e’ stato ridimensionato di oltre 113mila posti e ai
Comuni e’ stato abbassato il target intermedio al 15%. Sono
scelte del GOVERNO MELONI che scaricano il peso sulle madri,
compromettono le opportunita’ di un percorso educativo adeguato
per le bambine e i bambini esclusi dai servizi per la prima
infanzia e consolidano le disuguaglianze territoriali,
determinando una spesa per bambino diversa da regione a
regione”. Cosi’ le senatrici PD Susanna Camusso, Cecilia D’Elia
e Valeria Valente. “Per questi motivi – proseguono – abbiamo
chiesto ai ministri competenti, con un’interrogazione
parlamentare, come intendano conciliare la dichiarata priorita’
del contrasto alla denatalita’ con una programmazione che riduce
i posti nei nidi, considerato che l’assenza di servizi adeguati
e’ uno dei principali ostacoli alla partecipazione femminile al
lavoro e alla scelta di avere figli, nonche’ una riduzione
dell’investimento sull’infanzia e dunque sul futuro del Paese”.


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