Susanna Camusso, ex segretaria Cgil e ora senatrice Pd, cosa pensa dello sciopero generale convocato da Maurizio Landini per il 12 dicembre?
«Sarei stupita se non ci fosse uno sciopero. Come si fa a non provare a contrastare una manovra che non risponde al mondo del lavoro, che ha fatto promesse sul sistema pensionistico e non dà risposte, che è profondamente contro le donne. Evidentemente per il governo e per la presidente del Consiglio esistono solo le donne che hanno fatto tre figli… Siamo davanti a messaggi del tutto retorici».
Cisl e Uil non aderiscono, è stupita dalla solitudine della Cgil?
«Non è la prima volta, ogni tanto penso che questo Paese abbia la memoria del pesce rosso, soprattutto certe parti politiche».
Il leader della Cgil viene accusato di fare politica contro il governo…
«La capacità di innovazione sugli argomenti, da parte della destra in particolare, è molto scarsa. Queste cose me le sono sentite dire io e anche i miei predecessori. Un governo che si trova davanti una mobilitazione dei lavoratori, in qualunque forma sia, sia la manifestazione che ha indetto la Cisl, sia lo sciopero generale della Cgil, dovrebbe farsi la domanda del perché, invece c`è un fuoco di fila, anche irrispettoso per le persone che sacrificano i propri redditi e le loro energie per manifestare».
In molti hanno eccepito che si sciopera di venerdì…
«È una polemica vecchia come il cucco e dice che sempre meno sanno cosa è il lavoro. Aveva un senso quando il lavoro poteva essere considerato organizzato dal lunedì al venerdì, ma qualcuno di loro ha una vaga idea di quanta gente lavora il sabato, la domenica, fa i turni? Con salari che sono assolutamente indietro rispetto al costo della vita, sanno cosa vuol dire perdere una giornata di retribuzione? La cosa vergognosa è fare dell`ironia su una forma di mobilitazione che danneggia innanzitutto il lavoratore e la lavoratrice».
Non è buonsenso quello della Cisl, secondo cui bisogna stare ai tavoli?
«Ho sempre pensato che bisogna discutere, ma non significa che siccome c`è il tavolo allora va tutto bene. Ci deve essere la volontà effettiva di potersi confrontare e questa manca da parte di un governo che presenta le leggi e la manovra dicendo che neanche il Parlamento le può modificare. Come faccio a pensare che sia disposto alla concertazione? Non ho un esempio».
Manca da tempo anche l`unità sindacale, come mai?
«Dell`unità sindacale sono responsabili in solido tutte le organizzazioni, non è che ce n`è una che è responsabile e le altre sono in attesa. È una stagione in cui è difficile contrattare. Il governo gioca a dividere gli altri, non a far valere le sue opinioni. Peraltro le loro divisioni interne rendono difficile che ci siano tavoli di confronto. Con una mediazione raggiunta con tali e tante difficoltà tra di loro quali margini possono esserci per confrontarsi con le parti sindacali?».