“Il rapporto ‘Le Equilibriste – La maternità in Italia 2026’ di Save the Children conferma ciò che tutte le lavoratrici sanno, tranne la presidente Meloni: in Italia la maternità è ancora un fattore di penalizzazione lavorativa ed economica. Per le donne avere un figlio significa salari più bassi, precarietà e part-time spesso obbligato. Le giovani donne ce lo stanno dicendo chiaramente: non rinunciano o rimandano la maternità per scelta, ma perché non possono fare diversamente. Se non interveniamo, le donne continueranno a lasciare il lavoro dopo il primo figlio, portando con sé competenze, autonomia e prospettive di crescita anche per il Paese. Per questo chiediamo che le dimissioni di una lavoratrice madre non possano essere autorizzate senza un previo confronto obbligatorio tra le parti sulle possibili forme di flessibilità. Al contrario, la misura sul ‘terzo figlio’ è emblematica dell’approccio del Governo Meloni: propaganda che non cambia nulla nella vita reale delle donne. La natalità non si aumenta con bonus spot, ma garantendo lavoro stabile, servizi e autonomia economica a chi oggi non li ha”. Lo dice la senatrice del Pd Susanna Camusso.


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