“Le piazze di questi giorni ci dicono che i cittadini italiani e di tanti altri Paesi lottano per l’autodeterminazione e la salvezza dei popoli, mettendo a disposizione i propri corpi, azioni e risorse perché vinca l’idea che i diritti umani sono prima di tutti gli altri”. Lo ha detto in aula, in risposta alle comunicazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani sul Medio Oriente, la senatrice del PD Susanna Camusso, aggiungendo: “Quando la destra parla di turisti, di crociere, provate a domandarvi se avreste il coraggio di rischiare il vostro corpo per andare a portare aiuti a un altro Paese, pensando che prima dei vostri interessi personali c’è la vita di un popolo che abbiamo per troppo tempo ignorato”.
“Dalle piazze – ha proseguito la parlamentare dem – viene detto che se la storia arretra è un problema di tutti, mentre né l’Europa né il nostro governo hanno saputo dire no alla quotidiana violazione dei diritti che si è vista per anni quotidianamente in tv. Non basta dire basta oggi. La decisione delle organizzazioni sindacali di proclamare scioperi per alzare lo sguardo su tutto questo denota non certo la volontà di colpire la premier, che coglie ogni occasione per fare la vittima. Ma forse dietro la reazione della destra c’è un attacco ideologico al diritto di sciopero”.
“Ora la priorità è il cessate il fuoco e lo stop alle armi, il piano Usa ha molte contraddizioni, prima di tutto quello di non considerare la Cisgiordania, ma è un fatto concreto. Proprio per questo però, perché esso prenda forma effettiva e non solo formale, l’Italia deve dare il suo contributo, riconoscendo lo Stato di Palestina”, ha concluso Camusso.


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