«Davanti a un dramma come questo, che ha coinvolto una civilissima città come Modena, la politica dovrebbe riflettere prima che parlare. Invece c’è chi parla subito pur di prendere, o sperare di prendere, una manciata di voti in più. Sono questioni terribilmente serie, utilizzarle per la propaganda politica è un’occasione mancata. È una cosa che secondo me capita solo da noi». Lo ha detto Pierferdinando Casini, senatore del Partito Democratico ed ex presidente della Camera, a “Ping Pong” su Rai Radio1, rispondendo a una domanda sull’attentato di Modena e sul dibattito politico seguito ai fatti.

SICUREZZA, CASINI: “NON SI PUO’ PUÒ NEGARE CHE ESISTA UN PROBLEMA”
«Esiste un tema della sicurezza in Italia? Certo che esiste». Lo ha detto Pierferdinando Casini, senatore del Partito Democratico ed ex presidente della Camera, a “Ping Pong” su Rai Radio1, rispondendo a una domanda sul dibattito politico seguito all’attentato di Modena e sulla proposta della Lega di revocare cittadinanza e permesso di soggiorno agli stranieri che commettono gravi reati. «Un tema di sicurezza esiste purtroppo in tutti i Paesi occidentali e anche in Italia, ma non si può legiferare sull’onda emotiva». Casini ha poi aggiunto: «C’è anche un tema di percezione della sicurezza: se una persona che attraversa una stazione di notte ha paura, c’è già un problema. Sulla cittadinanza: lo ius soli o lo ius scholae rafforzano il problema della nostra insicurezza oppure, attraverso l’integrazione, lo indeboliscono? Io, da presidente della Camera eletto dal centrodestra dal 2001 al 2006, proposi lo ius soli e nessuno disse niente. Questo a dimostrazione che, invece di andare avanti, stiamo andando indietro, stiamo regredendo».

L. ELETTORALE, CASINI: REGOLE DEL GIOCO VANNO DEFINITE INSIEME, SI TORNI ALLE PREFERENZE
«Le regole del gioco vanno definite assieme». Lo ha detto Pierferdinando Casini, senatore del Partito Democratico ed ex presidente della Camera, a “Ping Pong” su Rai Radio1, rispondendo a una domanda sul confronto tra maggioranza e opposizioni sulla riforma della legge elettorale. «Se il premio di maggioranza è misurato e aiuta la stabilità evitando il cosiddetto pareggio, per me è un interesse della Meloni, della Schlein, di Conte e di tutti quelli che aspirano a governare. Se invece il premio di maggioranza diventa un meccanismo per cui con il 40% dei voti si porta a casa il 60% dei seggi, è un altro discorso». Casini ha poi aggiunto: «Suggerisco anche di rimettere le preferenze, perché la gente è sempre più distante dal voto e sempre più espropriata della possibilità di scegliere i propri parlamentari».

CRISI ENERGETICA ED EUROPA, CASINI: “SPERO IN UN ACCORDO, ALL’ESTERO TIFO PER IL MIO PAESE”
«Mi auguro che si arrivi a un accordo, perché sono italiano e tifo all’estero per il governo del mio Paese, non contro di esso per questioni elettoralistiche». Lo ha detto Pierferdinando Casini, senatore del Partito Democratico ed ex presidente della Camera, a “Ping Pong” su Rai Radio1, rispondendo a una domanda sul confronto tra il governo Meloni e la Commissione europea sulla possibilità di estendere la clausola di salvaguardia per affrontare la crisi energetica. «Vorrei farvi notare che il Paese più importante d’Europa, la Germania, con Merz – che credo abbia anche un buon rapporto con Meloni – ha detto chiaramente che non è possibile che ogni evenienza diventi una scusa per derogare al Patto di stabilità. E perché Merz dice questo? Perché il partito di opposizione, che oggi è primo nei sondaggi ed è di estrema destra, è il più rigido contro la possibilità di concedere deroghe all’Italia. E molti degli esponenti italiani che chiedono la deroga siedono, in Europa, proprio con quei partiti più duri contro questa possibilità. Le contraddizioni sono enormi» ha spiegato


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