A dieci anni dalla scomparsa di Marco
Pannella a Montecitorio è stato presentato il libro di Piero
Ignazi, “Marco Pannella, la passione della politica”. Tra gli
oratori c’è l’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini
che ne ricorda il garantismo durante gli anni in cui crollava la
prima repubblica, e la difesa “degli ultimi, dei carcerati”.
Casini racconta poi un aneddoto che lo riguardò personalmente
quando nel 2002 “Pannella fece uno sciopero della fame e della
sete per 13 seggi vacanti a Montecitorio. Io ero a Malta in quei
giorni e Berlusconi (allora presidente del consiglio, ndr) mi
tempestava di messaggi per risolvere la questione. In una
telefonata mi disse: ‘lo avremo sulla coscienza Pannella, saremo
ricordati come quelli che hanno ucciso Marco Pannella’ poi per
fortuna non accadde”.
“Era un uomo privo di pregiudizi – ricorda ancora Casini – che
teneva insieme radicalità e dialogo, conflitto e rispetto per le
istituzioni. Dovremmmo raccogliere la sua sfida di una laicità
non come bandiera contro qualcuno ma apertura a chi crede”.