Pier Ferdinando Casini, ex presidente della Camera e oggi senatore, come si spiega il ritardo di nove ore dopo il quale la premier Giorgia Meloni ha deciso di intervenire per condannare le frasi di Donald Trump contro il Pontefice??
«Mi sarebbe piaciuto che le parole delle premier fossero arrivate un po` prima, ma è comunque chiara la distanza marcata dal presidente Usa. Accontentiamoci: almeno ha scelto il Papa rispetto a Trump».
Non è il minimo sindacale?
«L`Italia di certo ha un obbligo particolare a cui deve adempiere: di fatto è il Paese del Pontefice, il Vaticano non è in Francia».
La convince il progressivo allontanamento del governo dal tycoon dopo la sconfitta al referendum?
«Meloni non può non farlo, prima di tutto per se stessa. E se lo fa, io sono contento e va sostenuta. Non mi interessa la propaganda politica. Sento che pian piano le cose miglioreranno».
Cosa intende?
«In queste ore gli ungheresi non hanno bocciato solo Viktor Orbán, ma anche l`influenza Maga. È stata rigettata l`idea che in Europa ci sia un avvocato difensore di Putin».
Lei sabato pomeriggio era a San Pietro. Che impressione ha avuto?
«Ho percepito subito una forza inedita nel discorso di Leone XIV. La sua voce si è levata alta e vibrante».
È un cambio di passo per un Pontefice finora cauto?
«La sensazione è che sia così. La drammaticità del momento ha richiesto anche a Prevost a uno scatto».
Se lo aspettava così deciso?
«Sì. Non è un Papa che lancia il cuore oltre l`ostacolo, che va all`improvvisazione: analizza, medita, agisce. È quello che ha fatto ed è quello serve oggi».
Per Trump è “un debole, pessimo in politica estera”.
«Parole disgustose. E mi faccia dire: sono anzitutto il sintomo della sua disperazione. Un attacco di quel tipo al Pontefice… siamo alle comiche finali».
E che dire dell`immagine che lo rappresenta come Gesù?
«Non è solo grottesca, è gravemente offensiva per milioni di credenti. La cancellazione del post dall`account non attenua lo sfregio verso milioni di cattolici nel mondo».
Alla fine ha tentato di giustificarsi: voleva raffigurarsi come un medico…
«Ormai qualsiasi cosa dica è inutile. Si è capito quello che pensa. È raro che si renda conto di aver esagerato, ma forse in questo caso il dubbio è venuto persino a lui. Tanto più davanti alle proteste dei cattolici anche americani».
Questa vicenda non rischia di essere un boomerang? Gli metterà contro una parte di elettorato cattolico?
«Non bisogna dimenticare che un certo mondo ultraconservatore americano porta avanti un suo disegno: vuole spiegare al Papa come deve fare il Papa e cercare di incidere nelle dinamiche del mondo cattolico in un modo del tutto improprio. In questo Trump mi ricorda qualcun altro».
Chi?
«Vladimir Putin. Il presidente russo si presenta come un cavaliere solitario davanti a una presunta cristianità violata dal relativismo etico dell`Occidente. Tra i due c`è anche questo tragico parallelismo».


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