Andrea Crisanti, microbiologo, divulgatore scientifico e senatore del Pd, ha seguito il nuovo scontro nella maggioranza attorno al tema dei vaccini?
«Sì, è sempre lo stesso schema: si fa leva sulla paura».
In che senso?
«Che si parli di migranti, di sicurezza o di vaccini, questa destra fa leva sulla paura. Che è generata dall`ignoranza, dal non sapere come funziona qualcosa. La paura nasce da lì, fin dalla notte dei tempi». Quella per i vaccini, però, è decisamente più recente.
«Riporto spesso questo episodío perché credo che renda l`idea: quando Louis Pasteur iniettò la prima dose del vaccino contro la rabbia, gli volevano bruciare casa. Il meccanismo non cambia: il maggiore strumento di contrasto a questa narrativa è l`educazione, la conoscenza, perché la paura è un fenomeno naturale».
Perché mantenere l`obbligo vaccinale è importante?
«Perché è un esempio di civiltà e altruismo. La salute pubblica non può esistere senza salute individuale».
Ne fa un dovere civile.
«È così. Si tratta di un atto di responsabilità verso chi non si può vaccinare, perché si sta sottoponendo a una terapia oncologica o radiante e ha un sistema immunitario debole o compromesso. Queste persone a contatto con agenti patogeni rischiano la vita molto più dei soggetti sani. Ci vacciniamo per noi stessi, ma lo facciamo anche per chi non può. Lo stesso virus può non attecchire su un soggetto sano ed essere fatale su un paziente immunodepresso. Parliamo spesso di innalzamento dell`età media, ma abbiamo dimenticato di chi sia il merito».
Dei vaccini?
«Anche. A fine `800 l`aspettativa di vita dell`essere umano era di 42 anni, oggi si arriva quasi al doppio. E le ragioni sono tre: l`introduzione delle norme igieniche, la scoperta e l`uso dei vaccini e lo sviluppo degli antibiotici».
Cosa ne pensa della revoca delle nomine al Nitag?
«Schillaci ha avuto uno scatto d`orgoglio. Si è ricordato di essere medico e ricercatore, di aver guidato un grande Ateneo. Si sarà guardato allo specchio e avrà detto “ma proprio io la devo fare sta schifezza?”. Ha fatto bene a tornare sui suoi passi».
Finita l`estate inizierà il dibattito sulla manovra finanziaria. Schlein ha lanciato l`allarme per aumentare il budget sanitario.
«Ha ragione. Non si può prescindere dalla valorizzazione del personale della sanità. E poi occorre definire chiare barriere tra pubblico e privato e pretendere l`indipendenza della gestione della sanità dal potere politico, perché altrimenti viene a mancare la dinamica tra controllore e controllato».
Qual è tra queste la priorità, a suo avviso?
«Io vedo due emergenze: intanto il personale. Vanno pagati di più e ne vanno assunti di più. E poi serve l`indipendenza, per poter fare i medici e non i burocrati o i lacch é del potere politico di turi io. F, poi c`è un`ultima cosa».
Quale?
«Non c`è ancora una visione chiara di come dovranno funzionare le Case di comunità finanziate col Pnrr. Perché, attenzione, rischiamo di aver speso oltre un miliardo di euro per fare degli ambulatori per medici di famiglia. Penso che i nostri cittadini meritino di più».