“Bisogna bloccare le pratiche che consentono a molte persone di fare carriera nelle università dall’inizio alla fine, bisogna avere una soglia d’accesso delle chiamate, bisogna finanziare i ricercatori con pacchetti di risorse credibili. E invece con questa legge si rischia di preservare le peggiori pratiche di cooptazione che hanno distrutto i nostri atenei. Nulla di male che i giovani ricercatori vadano all’estero, il problema è che nessuno torna e che gli stranieri non vengono in Italia. Non si prevede nessuna norma seria per la validazione dei titoli. Non si pone alcun rimedio ai meccanismi di selezione che hanno avuto un impatto devastante per la qualità delle nostre università e della nostra ricerca”. Così in aula il senatore del Pd Andrea Crisanti in merito al Ddl per la riforma della docenza universitaria.


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