“L’attacco a De Mauro avvenuto in questi anni, che secondo il ministro Valditara avrebbe promosso lo ‘spontaneismo espressivo’ con le sue ‘Dieci tesi per un’educazione linguistica democratica’ per cui si sarebbe arrivati a non studiare più grammatica e sintassi, è stato un attacco all’educazione democratica. Basta riguardare i provvedimenti di questi anni sulla valutazione, l’esame di stato, il voto in condotta, le nuove indicazioni. Un disciplinamento che appare così distante dall’idea di scuola di De Mauro, una scuola che dovrebbe ‘dare a tutte e a tutti, nessuno escluso, una piena autonomia di movimento nella società e nell’intera cultura di oggi: e quindi saper partire dal gruzzolo di capacità con cui bambine e bambini, ragazze e ragazzi entrano nella scuola e non negarlo, ma capirlo e arricchirlo progressivamente’”. Lo ha detto la senatrice Cecilia D’Elia, capogruppo del Pd nella Commissione Istruzione e cultura, aprendo al Senato il seminario nazionale su “Tullio De Mauro e la sfida democratica”, organizzato con il Cidi.
“La statura intellettuale e morale di Tullio De Mauro parla da sola – ha continuato D’Elia – Il punto è cosa vogliamo fare noi, cosa può essere oggi quello che lui chiamava il partito della scuola, trasversale alle forze politiche e sociali, l’alleanza di chi ne vede la centralità per la democrazia e per la libertà delle persone, nessuno escluso. De Mauro ha dato anche un grande esempio. Non ha esitato a impegnarsi nelle istituzioni, prima assessore e poi ministro, chiamato dal fatto che un intellettuale non può girarsi da un’altra parte, di fronte all’analfabetismo funzionale, la dispersione scolastica, le disuguaglianze, anche digitali. C’è una grande eredità politica, etica e umana verso cui dobbiamo sentirci responsabili”.


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