“Con profondo rispetto e commozione ricordiamo Fernanda Contri, donna delle
istituzioni e autentica servitrice dello Stato, mai degli interessi di parte”. A dirlo è stata la
senatrice del Pd Cecilia D’Elia, durante il suo intervento in aula. “Prima donna a ricoprire
incarichi di assoluto rilievo nelle istituzioni repubblicane – ha continuato D’Elia – Fernanda
Contri ha sempre vissuto quei passaggi non come primati personali, ma come responsabilità
verso le generazioni future e come occasione per aprire la strada ad altre donne, convinta del
valore autonomo e indispensabile del loro punto di vista nelle istituzioni. Avvocata, giurista,
prima donna segretaria generale della Presidenza del Consiglio nel 1992, ministra degli Affari
sociali nel governo Ciampi, componente laica del Csm, e poi giudice della Corte
costituzionale, era il 1996, lo stesso anno in cui finalmente la violenza sessuale diventa reato
contro la persona. Ha legato il suo impegno alla tutela dei diritti delle persone più fragili, alle
riforme in ambito sociale, minorile e dell’immigrazione, e alla difesa dei diritti delle donne.
Socialista di un socialismo umanitario, profondamente radicato nella cultura democratica del
Paese, Fernanda Contri ha sempre ispirato la sua azione alla Costituzione. È morta in questo
anno, quando si celebrano gli ottant’anni del diritto di voto alle donne. È parte della nostra
genealogia politica: a lei continuiamo a guardare per affermare il valore emancipativo dei diritti
costituzionali, la piena cittadinanza e la libertà delle donne”, conclude D’Elia.