“Al via campagna ‘Libere anche qui’ promossa dal basso dalle donne”
“E’ con commozione che oggi in Senato ospitiamo la conferenza stampa di presentazione della campagna ‘Libere anche qui’ contro la violenza di genere digitale promossa da Valeria Campagna, consigliera comunale a Latina; Anna Frattini, assessora Comune di Brescia; Lucrezia Iurlaro, presidente associazione ‘Tocca a noi’; Giulia Pelucchi, presidente municipio 8 Milano; Laura Sparavigna, assessora Comune Firenze, con il supporto della rete di amministratrici e amministratori di TiCandido, dell’associazione Tocca a Noi e con il contributo di Di.Re, Donne in rete contro la violenza e della Casa Internazionale delle Donne. Questo evento arriva il giorno dopo l’approvazione al Senato da parte della maggioranza della legge Valditara, che chiede il consenso preventivo e di fatto boicotta i percorsi di educazione sessuo affettiva, afferma un’idea proprietaria dei minori e di fatto ostacola il principale strumento di prevenzione primaria della violenza maschile contro le donne. La destra si è assunta una responsabilità molto grave per pagare un pegno a Vannacci, mettendo in discussione tanto lavoro che le associazioni e le scuole e fanno”. Lo ha detto la senatrice Cecilia D’Elia, capogruppo Pd nella Commissione scuola e vicepresidente della Bicamerale femminicidio, aprendo la conferenza stampa in corso in Senato sulla violenza digitale. “Questa campagna contro la violenza digitale – ha continuato D’Elia – è promossa da un collettivo fantastico di giovani donne e pone un tema che come Bicamerale Femminicidio abbiamo affrontato, producendo una relazione. Ci sono anche proposte di legge depositate a mia firma e non solo. Siamo ancora all’inizio di un percorso di consapevolezza: la violenza digitale è un nuovo campo della violenza maschile contro le donne, ma deve essere chiaro che la radice culturale è la stessa, quella del patriarcato. L’approccio importante è che non se ne esce da sole. Anche la violenza digitale è un dato strutturale che si sta replicando nella logica dell’online, si sconfigge insieme in un’alleanza tra donne e con gli uomini che si sottraggono alla mascolinità tossica. Le donne più colpite dalla violenza digitale sono proprio quelle che prendono parola nello spazio pubblico, che vengono aggredite, denudate, minacciate sui social. Bisogna mettere a punti strumenti tecnici di contrasto e lo stiamo facendo, ma avere consapevolezza, come questa campagna ‘Libera anche qui’ aiuta a fare, e quindi prendere posizione è già molto importante”.