“Le notizie di stampa relative al coinvolgimento dell’attuale ad di Cinecittà nel filone di inchiesta della Procura di Roma sul tax credit necessitano di un chiarimento da parte del titolare del dicastero della Cultura, Alessandro Giuli. Infatti, ferma restando la presunzione di innocenza, qualora le ipotesi di reato venissero confermate, ci troveremmo davanti al caso di un’amministratrice delegata di una società interamente posseduta dallo Stato che avrebbe commesso, nella sua precedente veste, un reato ai danni, o almeno per il tramite, della società di cui è nel frattempo divenuta rappresentante legale, con un evidente conflitto di interessi. Per questo ho presentato un’interrogazione al ministro Giuli, il cui silenzio sulla vicenda è inaccettabile”. Lo dice la senatrice Cecilia D’Elia, capogruppo del Pd nella Commissione Cultura.
“Secondo le notizie di stampa Emanuela Cacciamani – prosegue D’Elia – attuale ad di Cinecittà e prima amministratrice di One More Pictures, sarebbe coinvolta in un’indagine della Procura di Roma sul tax credit e su Cinecittà e in un’altra di Anac relativa all’affidamento diretto in via d’urgenza da parte di Cinecittà di due cospicui incarichi di comunicazione. E’ evidente come questa situazione imponga un chiarimento da parte del ministro Giuli, in relazione alle rilevate opacità nella gestione di Cinecittà spa, così come in relazione alla persistenza di un conflitto di interesse per l’amministratrice delegata. Con l’interrogazione chiediamo inoltre al ministro di chiarire come intenda assicurare che l’attività di Cinecittà possa proseguire secondo canoni di trasparenza e indipendenza”.


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