“Un uomo di cultura vastissima, critico letterario e cinematografico, Goffredo Fofi ha saputo leggere senza pregiudizi l’arte di Totò e ha saputo vedere la potenza espressiva del popolo, anche perché ha sempre scelto di stare con gli ultimi. È stato un organizzatore, un animatore di tante riviste. Maestro nelle periferie del mondo, da giovanissimo lo troviamo in Sicilia a combattere lotte non violente contro la povertà e le ingiustizie. Negli anni Sessanta intuisce che questo proletariato va seguito nelle fabbriche del Nord e scrive un libro-inchiesta sull’immigrazione meridionale a Torino. Maestro anche severo ma mai in cattedra, Fofi era autentico e vero. E per questo anche scomodo”. Lo ha dichiara la senatrice del PD Cecilia D’Elia, ricordando in aula Goffredo Fofi.


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