“Cinquanta anni fa, oggi, Tina Anselmi assumeva l’incarico di ministra del Lavoro e della previdenza sociale, la prima donna ministra della Repubblica italiana. Era il punto di arrivo di una storia personale al servizio delle istituzioni e del suo Paese. Staffetta partigiana, sindacalista, dirigente politica, ministra, e successivamente presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla P2. Tina Anselmi ha servito le istituzioni e ha amato la Costituzione battendosi sempre per i diritti e l’uguaglianza delle cittadine e dei cittadini. A lei si deve la legge sulla parità salariale tra uomini e donne, rivoluzionaria per l’epoca e, da ministra della sanità, l’istituzione del Servizio sanitario nazionale universale, che significa garantire a tutti l’accesso alle cure, senza distinzione. Democratica cristiana, Anselmi credeva, da cattolica, nella laicità dello Stato, tanto da firmare nel 1978 la legge 194 che ha assicurato l’autodeterminazione delle donne e sradicato il ricorso all’aborto clandestino. Coraggiosa e rigorosa, gentile e accogliente, nella fase finale della sua vita ha pagato il prezzo del suo impegno alla guida della Commissione parlamentare sulla P2. Il suo ricordo é per noi indelebile, il suo esempio vive ancora per tutte e ispira ancora l’impegno politico di ogni giorno”. Lo dicono in una nota le senatrici del Pd.