“La campagna promossa da Azione
Studentesca – organizzazione studentesca legata all’area
dell’estrema destra – segnalata in più parti d’Italia contro
docenti accusati di essere ‘di sinistra’ rappresenta un fatto di
eccezionale gravità che non può essere minimizzato né derubricato
a provocazione. Invitare studenti a segnalare insegnanti,
raccogliere nomi, costruire vere e proprie liste di proscrizione
contro chi esercita il proprio lavoro e la propria funzione
educante significa riportare la scuola italiana a pratiche
intimidatorie che evocano pagine buie della nostra storia. È un
attacco diretto alla Costituzione, al pluralismo culturale e alla
libertà di insegnamento”. Così Irene Manzi e Cecilia D’Elia,
capigruppo Pd in commissione Istruzione di Camera e Senato.
“Per queste ragioni riteniamo che il Governo dovrebbe
esprimere fermamente la propria condanna verso queste azioni e
depositeremo un’interrogazione per chiedere quali iniziative si
intendano assumere per fermare questa deriva, tutelare i docenti
e garantire che nelle scuole non si sviluppino meccanismi di
pressione, intimidazione e controllo ideologico. Quando si
promuove un clima di segnalazione, esposizione pubblica e
potenziale intimidazione nei confronti di lavoratrici e
lavoratori della scuola, siamo di fronte a un tema che riguarda
la sicurezza democratica del Paese. È inaccettabile che la scuola
venga trasformata in un terreno di scontro politico e di caccia
alle streghe, con il rischio concreto di isolare, colpire e
intimidire chi ogni giorno svolge una funzione pubblica
fondamentale”, concludono le dem.


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