“Il Pd vota contro l’ennesima proroga della legge delega sullo spettacolo. Il nostro è un giudizio politico e la volontà di segnalare il fallimento delle politiche del Ministero della Cultura. La verità è che siamo di fronte a 1000 giorni di disastri, in cui la gestione di questo ministero si è alternata tra furia distruttrice e ansia nell’occupazione di posti, con una presunta egemonia esercitata a colpi di macete”. Lo ha detto in Aula la senatrice Cecilia D’Elia, capogruppo de Pd nella Commissione Cultura.
“Parliamo di un intero comparto fatto di lavoratrici e lavoratori – ha continuato D’Elia – che vivono nella precarietà e attendono da anni una riforma strutturale. Invece il Ministero della Cultura si è fatto notare solo per conflitti, polemiche, nomine a fedeli e declassamenti inspiegabili. La destra in azione nel Mic ha paralizzato la parte sana della cultura italiana, ha messo in ginocchio il cinema e il mondo dell’editoria, ha esercitato solo un’idea proprietaria che premia la fedeltà, altro che il merito, in tutte le nomine. Delle tante cose da fare, l’indennità di discontinuità, portata a termine, è stata fatta male, tradendo la promessa di un welfare universale. Non sono riusciti ad arrivare a dama con il nuovo Codice dello spettacolo, che pure stiamo aspettando e ora dicono di avere bisogno di altro tempo. Dunque del nuovo Codice si parlerà sono nel 2027, ma non per ampliare la partecipazione, coinvolgere le commissioni parlamentari competenti e aumentare la trasparenza, tutt’altro, solo scelte opache, tardive, sbagliate. Noi non possiamo non cogliere il grido di dolore che arriva dal cinema, dallo spettacolo dal vivo, dai teatri, dalle fondazioni lirico-sinfoniche. E arriviamo a dire che il Mic è diventato il vero problema della cultura in Italia”.


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