Autore di una sua proposta sull`antisemitismo, oggetto di forti discussioni interne al Pd, Graziano Delrio è tra i senatori dem che non hanno firmato il testo di Giorgis depositato ieri in commissione. Senatore, perché non lo ha sottoscritto?
Perché secondo me risponde ad alcune esigenze ma non a quella che avevo sollevato presentando la mia proposta e cioè quella di dare un segnale con una legge. Se si parlasse di discriminazione in generale, il ddl Giorgis sarebbe sicuramente adatto. Ma qui si tratta di rispondere a un fenomeno specifico, perché all`interno delle discriminazioni razziali l`antisemitismo ha una sua specificità. Esattamente come il ddl Zan, che appunto ha una sua specificità nel porre un freno all`omotransfobia. Allo stesso modo l`antisemitismo merita una legge a parte. In certi momenti storici è necessario dare segnali su argomenti specifici. È legittimo che si provi a comprendere tutto ma è un`impostazione che non coincide con la mia.
Come descriverebbe il momento attuale per l`antisemitismo?
Il fenomeno sta assumendo proporzioni preoccupanti in tutta Europa. Perché il problema parte dagli ebrei, ma non si ferma agli ebrei. Quando c`è una discriminazione per religione o cultura e una persona non può esporre pubblicamente la propria fede è in gioco la qualità della democrazia. Ho incontrato tanti ragazzi che non hanno potuto dire di aver celebrato il Kippur o Hanukkah. Non è un problema loro, è un problema nostro.
Il suo ddl è accusato di poter limitare il diritto di critica alle politiche di Israele. Che ne pensa?
Il mio ddl applica la definizione dell`Ihra, che è l`unica internazionalmente accettata, frutto di anni di lavoro di esperti mondiali e adottata da 24 paesi Ue, dalla Commissione Europea, dal Parlamento Europeo e dal Governo Conte. Ma nella definizione c`è scritto esplicitamente che criticare il governo di Israele non è antisemitismo. Peraltro io non chiedo di farla diventare legge ma di applicarla a casi specifici, come le ideologie in rete, a differenza di altri progetti che vorrebbero trasformarla in legge.
Critica infondata, quindi?
Totalmente. Il ddl Giorgis propone una nuova definizione ma a me sembra che si debba usarne una che ha consenso internazionale.
Ma non crede che questo ritorno dell`antisemitismo sia collegato con la politica di Netanyahu?
Certamente le politiche di estrema destra di alcuni ministri di Netanyahu e la tragedia inaccettabile di Gaza non attirano simpatia verso Israele. Ma qui parliamo di un fenomeno che il mondo cattolico conosce bene. Come diceva il Cardinal Martini, non è un fenomeno collegato solo alle contingenze storiche, ma ha radici culturali profonde risalenti a secoli fa. Il mondo cattolico ha avuto responsabilità storiche, dimenticando la parola di San Paolo: l`ebraismo è la nostra radice e noi siamo i rami. Chi colpisce la radice mette a rischio tutto l`albero. Dopo il 7 ottobre ci saremmo aspettati solidarietà, invece i sondaggi mostrano un sentimento antisemita rafforzato. Stiamo parlando di uno dei fenomeni del male della storia più paradigmatici.
Come risponde a chi l`accusa di aver fatto questa scelta in ragione di un posizionamento interno?
È una stupidaggine clamorosa. Ho annunciato la proposta mesi fa, prima che ci fosse l`area riformista. Bisogna sottrarre l`argomento ai giochini politici. Non mi interessano le correnti del Pd né le differenze tra partiti e su questo tema auspico un`amplissima convergenza bipartisan. Serve un dialogo sereno per dare un segnale a chi soffre per queste discriminazioni.