“Indignarsi di fronte alle ingiustizie è
giusto e necessario, ma chi si candida a governare, oltre a
indignarsi, deve saper fare proposte serie e credibili”. Così
Graziano Delrio, senatore del Pd ed esponente dell’area
riformista del partito, nella videointervista all’agenzia Dire.
Dopo l’uscita di Marianna Madia, che ha aderito a Italia Viva,
Delrio spiega che resterà Dem: “Sono nato e cresciuto nel Pd e
intendo continuare la battaglia da riformista nel Pd per
mantenere il suo profilo di governo e di capacità di proposta.
Madia ha fatto una scelta che è sua, io adesso sono molto
concentrato nel proporre nel centrosinistra dei contenuti che
siano in grado di collegarsi sempre di più con il Paese”.
Delrio anche lei sente crescere un certo fastidio per l’area
riformista? Sui social molti tifosi di sinistra vi attaccano…
“Sì, vedo crescere l’incapacità a comprendere che la diversità e
anche le minoranze nei partiti sono una ricchezza. Purtroppo, il
dibattito politico, non solo nel Pd, è molto polarizzato: si
pensa che difendere i diritti di un bambino italiano di origine
ebraica di andare a scuola in sicurezza tolga qualcosa ai diritti
sacrosanti di un bambino palestinese di non morire sotto le
bombe. La gente pensa che dobbiamo diventare tutti partigiani
armati di ogni verità. Questo è un approccio sbagliato, la realtà
è complessa. Questo non significa che non sia giusto avere anche,
come dire, un cuore radicale, fare scelte radicali. Essere
riformisti non significa essere tiepidi, vuol dire essere
radicali nel cuore e capaci di accettare i passi e il realismo
necessari nella testa”.
Per questo l’associazione Comunità Democratica, di cui Delrio
è presidente, per il 16 maggio a Roma ha organizzato un’assemblea
nazionale con Romano Prodi, il presidente dell’Anci Gaetano
Manfredi, l’economista Leonardo Becchetti e altri amministratori.
“La nostra è un’associazione non partitica ma culturale e
politica, nel senso che la politica la fa il popolo, la fa la
gente quando fa scelte. Il più bel fatto di opposizione di questi
quattro anni è stato il referendum, dove la gente ha detto delle
cose chiare al governo e alla coalizione di centrodestra, che
bisognava porre dei limiti al tentativo di espansione del potere
politico su altri poteri dello Stato; dove i giovani hanno detto:
parlate di tutto ma dovete anche parlare di noi, del nostro
futuro”.
La vera ricchezza del Paese, dice ancora il
senatore Graziano Delrio (Pd), “è la nostra società civile, per
questo con la nostra e altre associazioni civiche abbiamo
organizzato una mattinata di pensiero e di proposta sui grandi
temi, quelli che muovono la passione delle persone: la crisi
energetica, ad esempio: adesso il governo ha rilanciato il
nucleare… ma noi abbiamo 300 Gigawatt di energia rinnovabile in
attesa di autorizzazione, bloccati dalla burocrazia. Se noi
riuscissimo nei prossimi quattro anni a installare il doppio di
quello che abbiamo installato quest’anno, cioè 14 Gigawatt,
ridurremo di molto la nostra dipendenza dal carbone e dal
petrolio. Per ridurre le bollette che pesano sulle famiglie
bisogna assolutamente usare l’energia che costa meno, cioè
l’energia rinnovabile, la crisi non ci deve far tornare indietro,
è questa la strada giusta”.
Queste proposte, insieme a quelle sul rilancio dell’Unione
europea che “saranno illustrate da Romano Prodi, mentre quelle
sull’energia dal professor Leonardo Becchetti, secondo noi devono
portare a una mobilitazione dal basso perché siamo convinti che
in questo momento ci sia bisogno soprattutto che la gente si
convinca che vale la pena fare una battaglia”. Ci sarà anche una
sessione dedicata agli Enti locali, dice ancora Delrio “perché ci
sono tante esperienze dei sindaci sui territori preziose per
risolvere problemi concreti. Ci sarà il sindaco di Napoli e
presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, e tanti amministratori”.
Nel Pd, nel centrosinistra si discute sempre di alleanze e di
premier… “Secondo noi- risponde Delrio- per il centrosinistra
questo è il momento di discutere non di confini e contenitori ma
di contenuti su cui mobilitare la società civile”.
Ci sono tanti leader che puntano a fare gol, nessun regista…
“Anch’io ho fatto il calciatore per tanti anni e so che la
vittoria è una vittoria di squadra. È chiaro che ci vuole spirito
di squadra, non bisogna che qualcuno si senta estraneo perché
così le squadre si indeboliscono. Parleremo anche di alleanze ma
si fanno intorno a un obiettivo concreto e serio. È il momento di
ragionare su obiettivi seri, perché tutti sappiano che una volta
che una coalizione si candida a governare sia poi in grado di
farlo, di governare davvero”.


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