Graziano Delrio, senatore del Pd, il testo della legge elettorale è stato appena trasmesso a Palazzo Madama. Il centrodestra sta provando a forzare i tempi: che ne pensa e cosa la preoccupa di più?
Credo che il Paese abbia bisogno di meno arroganza e più capacità di dialogo. La nostra democrazia vive una crisi profonda, l`astensionismo è altissimo e per sanare questa situazione la politica dovrebbe porsi il problema di come rafforzare il rapporto tra elettore ed eletto, che oggi è molto debole. Se viene approvata questa legge, per la prima volta in 80 anni il cittadino non avrà potere perché vengono cancellati anche i pochi collegi rimasti.
Le preferenze sarebbero una buona risposta?
Sì, o collegi uninominali molto piccoli: potrebbero cambiare la percezione dell`elettore di poter decidere chi lo rappresenta. Ma sulle preferenze alla Camera si è giocato in maniera falsa: il potere delle segreterie sarebbe rimasto immutato anche con l`emendamento bocciato.
E perché il Pd non ha presentato un suo testo?
Una scelta tattica. Si è voluto dimostrare che la maggioranza non c`era e ci siamo riusciti: il Governo è andato sotto. Tuttavia, credo che per chiarezza verso i cittadini dobbiamo rappresentare una nostra posizione. Spero che al Senato ci sia modo di farlo.
Cosa pensa dell`emendamento “anti-frammentazione”?
Mi sembra un modo per evitare l`eccessiva dispersione dei voti e la personalizzazione della politica. Non mi pare uno scandalo.
Il campo largo è pronto al voto?
Serve un percorso serio. Prima nel Pd e poi con gli altri partiti della coalizione. Il nostro partito non può permettersi proposte populiste, deve fare progetti di governo concreti. Non basta dire “mandiamo a casa Meloni”, ci vogliono un sogno e una cornice.
Faccia un esempio concreto.
Penso a un grande pilastro di welfare universale per le famiglie, una sorta di “assegno unico” per i 4 milioni di persone non autosufficienti. Questo significa avere proposte di governo: spiegare dove si prendono i soldi e come si articolano le riforme. Saremo pronti quando sapremo spiegare 4-5 proposte che incidono davvero sulla coesione sociale.
E i movimenti al centro della coalizione?
Qualsiasi alchimia di laboratorio deve confrontarsi con le regole del gioco. Se le regole saranno queste, le avventure individuali di chi non raggiunge il 3% svaniranno. Ci sarà bisogno di una proposta unica aggregativa.
La scelta di Calenda di andare da solo ha un senso?
Con questa legge saranno premiate le coalizioni. Spero che Calenda ci ripensi e aiuti a costruire l`alternativa nel centrosinistra.
Che opinione si è fatto del caso Roggero?
Bisogna rispettare rigorosamente la separazione dei poteri. I legislatori facciano i legislatori, il Governo si occupi di sicurezza e il presidente della Repubblica sia rispettato nelle sue prerogative. Rilevo gravi sgrammaticature e tentativi di forzatura verso il capo dello Stato. Serve sobrietà, parliamo di persone uccise e di una violenza subita da un imprenditore. La sicurezza è centrale per la coesione sociale, ma richiede prevenzione e repressione serie.
Il centrosinistra ha bisogno di recuperare terreno sulla sicurezza?
La sicurezza e l`immigrazione alimentano facilmente i partiti populisti perché si basano sulla paura. Noi dobbiamo trovare un linguaggio che si faccia capire dai cittadini, ricette giuste ed etiche, sapendo che ogni persona, immigrata o no, va rispettata e protetta. Il Governo ha fallito: se fai così tanti decreti sicurezza significa che non hai un quadro organico. Ad esempio serve una riforma sostanziale della Bossi-Fini. Tanti irregolari dimostrano che non si riesce ad entrare regolarmente in Italia per lavorare onestamente.


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