“Marsilio lasci fuori il Quirinale: se vuole più fondi per la sanità parli con Meloni, non con Mattarella. La questione delle aree interne è reale, ma la Presidenza della Repubblica non può diventare il bersaglio su cui la destra scarica le proprie responsabilità. Il problema è politico: il Governo Meloni non sta rifinanziando davvero il SSN. Il DFP 2026 prevede una spesa sanitaria ferma al 6,4% del PIL fino al 2029, con un divario di oltre 30 miliardi tra fabbisogno e finanziamento pubblico. Gimbe avverte che senza nuove risorse le Regioni saranno costrette a tagliare servizi o aumentare le tasse, come già avvenuto in Abruzzo.
Intanto aumentano le persone che rinunciano alle cure, circa 6 milioni, e cresce una sanità sempre più legata al reddito. Il Pd propone invece di portare gradualmente la spesa sanitaria al 7-7,5% del PIL, assumere personale e ridurre liste d’attesa e privatizzazione. Anche il Programma operativo 2026-2028 della sanità abruzzese prevede circa 170 milioni di tagli tra personale, investimenti, dispositivi medici e medicina territoriale. Inoltre i Ministeri della Salute e dell’Economia hanno imposto prescrizioni vincolanti alla Regione, segno di un commissariamento di fatto. Marsilio scrive a Mattarella, ma dovrebbe spiegare agli abruzzesi perché la sanità regionale sia arrivata a questo punto dopo anni di governo della destra. La sanità abruzzese ha bisogno di medici, pronto soccorso efficienti, ospedali finanziati e servizi nelle aree interne, non di lettere scenografiche o di autonomia differenziata che rischia di aumentare le disuguaglianze tra Nord e Sud”. Così in una nota il senatore e tesoriere del Pd Michele Fina risponde all’appello fatto dal Governatore Marsilio al Quirinale.