“Il governo esca dalla propaganda perche’ rischiano di pagarla famiglie e imprese. I dati di Banca d’Italia e dell’Istat di ieri non sono opinioni. Sono infatti concreti i rischi di stagnazione e recessione, evitata finora solo grazie alla spinta del Pnrr che la destra non voleva e per il quale, invece, noi ci siamo battuti. La guerra di Trump, mai condannata da Meloni al netto di deboli prese di distanza, non potra’ che peggiorare il quadro attuale gia’ difficile. Le misure sulle accise e i contributi alle famiglie vulnerabili appaiono poco piu’ che pannicelli caldi, soprattutto se confrontate con interventi ben piu’ consistenti adottati da altri Paesi come la Spagna, che ha mobilitato risorse per 5 miliardi. Nel frattempo, resta completamente scoperta la questione dei costi di produzione per le imprese, schiacciate dal caro energia, e per fortuna che la destra ha rivisto l’assurda decisione di tagliare Transizione 5.0. La pressione fiscale ha raggiunto livelli altissimi rispetto al decennio precedente, superando il 50%, mentre sei milioni di cittadini rinunciano alle cure. A questo si aggiunge un taglio di quasi un miliardo di euro del PNRR destinato a progetti fondamentali per le persone piu’ fragili, cioe’ in un colpo durissimo al welfare locale, tradendo il patto con i comuni. Inoltre il deficit oltre il 3% e’ una possibilita’ reale che espone l’Italia a una procedura di infrazione europea, con conseguenze evidenti. Potrebbe andare peggio di cosi’ per le italiane e gli italiani? Difficile pensarlo. Continuare a raccontare un Paese che non esiste non aiutera’ nessuno. Serve invece un governo capace di agire con serieta’ dentro il contesto europeo, affrontando i problemi reali invece di riscriverli. Dal viaggio della premier nei paesi del Golfo ci auguriamo qualche risultato, perche’ certo non saremo noi a scommettere sul fallimento di una ‘nazione’ di cui la destra tanto parla, ma poco dimostra di sapersi occupare, soprattutto di fronte a una crisi che morde e che avrebbe bisogno di ben altre risposte”. Cosi’ il senatore e tesoriere del Pd Michele Fina.
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