“Come gruppo del Partito
democratico in Consiglio regionale chiediamo di ripristinare
i 5 milioni di euro tagliati dal bando Srd01 ‘Investimenti
produttivi per la competitivita’ delle aziende agricole’. La
riduzione delle risorse da 15 a 10 milioni di euro,
formalizzata con la determinazione del 4 novembre 2025,
rischia di lasciare senza sostegno un settore primario gia’
ignorato dalle politiche regionali della destra e la quasi
totalita’ delle nuove imprese agricole under 40. Non e’
pensabile fare scelte cosi’ gravi senza coinvolgere il
comparto, per questo condividiamo la preoccupazione di Cia e
Coldiretti Abruzzo, che con il loro allarme avvisano che con
il nuovo plafond solo 30 aziende potranno accedere ai fondi,
a fronte di 190 giovani agricoltori insediati nel 2025 e
circa 900 dal 2022. Praticamente solo il 3 per cento della
realta’ del settore. Non e’ una situazione sostenibile”,
cosi’ i consiglieri del gruppo regionale PD Silvio Paolucci,
Dino Pepe, Antonio Di Marco, Sandro Mariani, Antonio
Blasioli, Pierpaolo Pietrucci.
“Si tratta di una scelta
incomprensibile e pericolosa – dichiarano gli esponenti Pd
-. Un taglio, deciso senza consultare il tavolo di
partenariato, e’ un segnale negativo per un comparto che
rappresenta oltre il 5 per cento del Pil regionale e
coinvolge migliaia di famiglie. L’agricoltura abruzzese vive
una fase complessa, segnata da rincari, eventi climatici
estremi e difficolta’ di mercato. Invece di rafforzare le
misure per la competitivita’ e l’innovazione, la Giunta
Marsilio decide di tagliare i fondi a chi produce e investe,
penalizzando un settore gia’ fragile, centrale per la nostra
economia, ma trascurato dal Governo regionale di destra:
basti pensare all’inconcludenza sui consorzi di bonifica, ai
tagli per coprire il deficit della sanita’, alla situazione
della zootecnia e a tanti progetti a vantaggio del settore e
ad oggi fermi e non realizzati con il rischio del disimpegno
delle risorse europee ad essi destinati. La misura Srd01
rappresenta uno dei principali strumenti del Complemento per
lo Sviluppo rurale (Csr) per sostenere ammodernamento e
innovazione tecnologica nelle imprese agricole, in
particolare nelle aree interne. Tagliare 5 milioni significa
rinunciare a oltre cento progetti di investimento, molti dei
quali provenienti da aziende guidate da giovani
imprenditori. E’ un danno non solo economico ma anche
sociale, perche’ l’agricoltura in Abruzzo tiene insieme
comunita’, paesaggio e identita’ dei territori. Chiediamo il
ripristino di risorse capaci di allargare il finanziamento,
un tavolo preventivo per discutere e condividere scelte e
azioni per l’agricoltura. Serve un cambio di passo –
concludono -. I giovani agricoltori non chiedono assistenza,
ma strumenti per crescere, innovare e restare in Abruzzo. La
Regione deve garantire risorse e certezze, non promesse e
tagli”.


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