In questi anni o nuove sedi, moltiplicato le feste, risolto i problemi economici nazionali, preparato al meglio la nostra comunità alle prossime sfide politiche ed elettorali», dice all` Unità Michele Fina, senatore e tesoriere nazionale del Pd. «Abbiamo segnato un record con oltre 10,5 milioni di curo di opzioni del 2 per mille grazie a più di 632mi1a contribuenti nel 2025. E questo anche perché abbiamo indirizzato oltre 4,7 milioni ai territori, generando un impegno corale e unitario. Non è un`operazione burocratica ma politica, di chi crede nel partito come leva di partecipazione democratica. Il finanziamento trasparente ai partiti è specchio anche della qualità della democrazia. Abbiamo inoltre superato la cassa integrazione per i nostri dipendenti e rinnovato il contratto, applicando le 35 ore a parità di salario e il congedo paritario pienamente retribuito che chiediamo di approvare in Parlamento. Questo anche perché la nostra credibilità dipende dalla capacità di assomigliare a quello che diciamo. Così rafforziamo la nostra azione per costruire l`alternativa alla destra, in un partito solido in cui -per fortuna- si discute a differenza di tutti gli altri, ma che al contempo è guidato da una segretaria che, dopo l`ultima Assemblea nazionale, è forte di una larga maggioranza e di un gruppo dirigente solidale e unitario».
Michele Fina, senatore, è tesoriere nazionale del Pd.
Qual è la logica che muove i provvedimenti su sicurezza e immigrazione del governo?
Avete ascoltato i giudizi durissimi arrivati perfino da giornalisti e intellettuali di destra sui fallimenti di questo governo, proprio su sicurezza, tasse e immigrazione? Da Giordano a Porro, da Veneziani a Cruciani. A fronte di una bocciatura così ampia, la destra dovrebbe assumersi delle responsabilità. Invece Giorgia Meloni fa ciò che le riesce meglio: indossare il vestito del vittimismo e cercare un colpevole su cui scaricare tutto, preferibilmente la magistratura, anche per lucrare qualche voto nel referendum. E ora, in omaggio all`ortodossia trumpiana, arrivano il decreto sicurezza e il ddl sull`immigrazione: due provvedimenti muscolari, uniti da un filo nero.
Qual è questo filo nero?
Le destre estreme, in Europa come in America, usano lo stesso schema: propaganda crudele per costruire uno “stato di emergenza” permanente. Serve a giustificare norme che comprimono libertà e a incassare dividendi elettorali. Nordio arriva a evocare le BR e ad accostare i magistrati ai mafiosi: è un linguaggio irresponsabile. Poi agitano il fantasma dell`invasione degli stranieri per non parlare dell`altra emergenza reale: l`esodo dall`Italia di centinaia di migliaia di giovani, l`inverno demografico, il rischio per pensioni e servizi perché mancano lavoratrici e lavoratori.
Ma la sicurezza è un tema di sinistra… Certo. Lo testimoniano gli amministratori locali di centrosinistra – che sono la grande maggioranza – lasciati soli da un Governo che dovrebbe, per esempio, colmare rapidamente il vuoto di oltre diecimila agenti mancanti, per garantire più presenza sul territorio. La differenza è nel modo di intendere la sicurezza.
Quale?
Per loro la sicurezza è parziale e vale per pochi. Per noi è un diritto universale: protezione da aggressioni, violenze e rapine, ma anche diritto alle cure, libertà delle donne da minacce e ricatti, diritto a un salario dignitoso, a quartieri non degradati, a studio e mobilità sociale, a una vita in cui tasse e bollette non ti portino al fallimento. In Italia circa un quinto delle famiglie è in povertà o vicina alla povertà: ed è proprio nella marginalità sociale, culturale e geografica che cresce l`insicurezza, trasformando i più deboli in vittime e – talvolta – in manodopera della criminalità. Su questo, però, il Governo non fa nulla: concentra le energie nel manomettere la Costituzione e l`equilibrio tra i poteri, con provvedimenti propagandistici che avvelenano i pozzi e alimentano rabbia sociale.
In che senso?
Scrivono leggi in conflitto con la Costituzione e le convenzioni internazionali, destinate a scontrarsi con un giudice che applica il diritto. E così si costruiscono il pretesto per gridare al “golpe giudiziario” e invocare il “primato della politica sulla giustizia”, alimentando senza imbarazzo un conflitto tra poteri dello Stato. È il fastidio verso pesi e contrappesi che reggono una democrazia.
Nel frattempo, però, quelle leggi ci sono… Ci sono e complicano persino l`idea di un`accoglienza intelligente. In cambio abbiamo il fumogeno del modello Albania, costoso e inefficace. Il “blocco navale” è un macabro slogan: serve solo a complicare il soccorso in mare. Abbiamo bisogno del contrario: una missione europea di salvataggio, una nuova Mare Nostrum, e un sistema davvero solidale tra Paesi. Non un Patto su immigrazione e asilo che di fatto lascia soli i Paesi di primo approdo. Lei cita l`UE. Mai come oggi appare divisa e debole… Perché si è interrotto il cammino verso gli Stati Uniti d`Europa. Gli avversari esterni – come Trump e Putin – e i sabotatori interni delle destre estreme lavorano alla disgregazione. Servono scelte federaliste: superare l`unanimità in Consiglio, una politica estera comune, una difesa comune coerente (non una corsa solitaria al riarmo), e un bilancio europeo più forte con strumenti di debito comune per gli investimenti. Intanto si può partire con cooperazioni rafforzate, ma la direzione dev`essere chiara. Perché nel nuovo disordine globale, o l`Europa diventa soggetto politico o diventa terreno di conquista. A proposito di disordine globale, parliamo del Board of Peace che, come detto dal cardinale Pizzaballa, è un`operazione colonialista e, aggiungerei, di speculazione immobiliare e finanziaria americana, sulla testa dei palestinesi. Un club che prevede Trump come capo a vita, con diritto di veto e di espulsione dei membri. L`unico grande paese che si è subito piegato a questa iniziativa tragicomica è l`Italia, che non ha avuto nemmeno la dignità di chiedere le scuse di Trump per l`insulto che ha riservato ai nostri soldati morti in Afghanistan. D`altra parte, la prefazione del prossimo libro di Giorgia Meloni è firmata J. D. Vance, quel Vicepresidente degli Stati Uniti che è punto di riferimento dei multimiliardari delle Big Tech della Silicon Valley che parlano spudoratamente di superamento della democrazia.
La preoccupa quanto accade in America?
Preoccupa moltissimi italiani: lo avverto ogni giorno. Vedono immagini di retate, deportazioni, omicidi, repressione del dissenso e un linguaggio pubblico intriso di odio. Il ritorno del suprematismo bianco e del razzismo è criminale e criminogeno. E come in ogni sovranismo, arriva l`attacco allo Stato di diritto e alla magistratura. Vedendo i sondaggi americani e l`atteggiamento di molti repubblicani, credo che una risposta forte arriverà già nelle prossime elezioni di midterm a novembre. Solo la Presidente Meloni finge di non vedere, perché ha scelto di stare acriticamente da quella parte.
Referendum sulla giustizia: qual è la posta in gioco?
La Costituzione: equilibrio tra poteri, autonomia della magistratura, uguaglianza davanti alla legge. Per capire meglio cosa siamo chiamati a votare dobbiamo guardare sia il merito, sia il vero obiettivo che ha il Governo con la riforma Nordio. Nel merito, la riforma non risolve problemi reali – organici, durata dei processi, sovraffollamento carcerario. E già oggi la separazione delle funzioni esiste: i passaggi sono marginali. Il rischio è un PM separato dalla cultura della giurisdizione, più esposto all`autoreferenzialità o alla subordinazione all`esecutivo. Con il sorteggio poi si è raggiunta l`apoteosi, formalmente previsto per tutto il CSM ma praticamente riservato ai soli magistrati visto che il Parlamento potrà sorteggiare su una lista che predispone prima. Due pesi e due misure che consentiranno alla parte politica di dominare la componente togata. Ma soprattutto: l`obiettivo è intimidire la magistratura e ridurre contrappesi e controlli. E un disegno: autonomia differenziata, premierato, e controllo crescente sugli snodi istituzionali. Il fatto che cresca il “no” nei sondaggi indica che gli italiani hanno capito e non condividono.
Da tesoriere, che bilancio trae?
In questi anni abbiamo aperto nuove sedi, moltiplicato le feste, risolto i problemi economici nazionali, preparato al meglio la nostra comunità alle prossime sfide politiche ed elettorali. Abbiamo segnato un record con oltre 10,5 milioni di curo di opzioni del 2 per mille grazie a più di 632mi1a contribuenti nel 2025. E questo anche perché abbiamo indirizzato oltre 4,7 milioni ai territori, generando un impegno corale e unitario. Non è un`operazione burocratica ma politica, di chi crede nel partito come leva di partecipazione democratica.
Il finanziamento trasparente ai partiti è specchio anche della qualità della democrazia. In termini pratici significa maggiore partecipazione dei circoli, scuole di formazione, iniziative sul territorio. Abbiamo inoltre superato la cassa integrazione per i nostri dipendenti e rinnovato il contratto, applicando le 35 ore a parità di salario e il congedo paritario pienamente retribuito che chiediamo di approvare in Parlamento. Questo anche perché la nostra credibilità dipende dalla capacità di assomigliare a quello che diciamo. Così rafforziamo la nostra azione per costruire l`alternativa alla destra, in un partito solido in cui -per fortuna- si discute a differenza di tutti gli altri, ma che al contempo è guidato da una segretaria che, dopo l`ultima Assemblea nazionale, è forte di una larga maggioranza e di un gruppo dirigente solidale e unitario. Alle regionali abbiamo consolidato un`alleanza e abbiamo mostrato che, nei collegi uninominali, possiamo già essere potenzialmente maggioranza in Parlamento: per questo Meloni vuole una nuova legge elettorale. Siamo quindi in campo per tornare a vincere e convincere nelle elezioni politiche del 2027.