“Come noto siamo convintamente a favore dello sviluppo delle energie
rinnovabili. Crediamo che l’Italia debba raggiungere gli
obiettivi di produzione energetica necessari all’autonomia
del Paese, per ridurre la dipendenza energetica, abbassare i
costi per famiglie e imprese, contrastare la crisi
climatica. E abbiamo provato in ogni modo, nel Paese e in
Parlamento, a farlo capire ad un governo che invece ha
dimostrato per atti, e dimostra ogni giorno, di avere
un’altra idea”, ha affermato il senatore del Pd Michele Fina
in dichiarazione di voto sul dl aree idonee. “E’ solo con un
grande piano e relativo investimento sulle rinnovabili che
possiamo portare il Paese al passo con i partner europei,
agendo sui costi dell’energia, come per la Spagna, e
ritrovando indipendenza e forza in uno scenario
internazionale sempre piu’ compromesso, anche in termini di
sovranita’ energetica. E proprio perche’ prendiamo sul serio
questi obiettivi, diciamo altrettanto chiaramente che la
transizione energetica non puo’ essere calata dall’alto”, ha
aggiunto. “L’Italia e’ un Paese unico per complessita’
paesaggistica, storica, ambientale, soprattutto nelle aree
interne, che non possono diventare la terra di conquista di
grandi impianti decisi lontano dai territori. La transizione
energetica o e’ sostenibile e condivisa, oppure produrra’
conflitti, opposizioni e ritardi. Per questo riteniamo che
gli enti locali – i Comuni in primo luogo – debbano essere i
veri protagonisti della programmazione energetica. Sono i
sindaci e gli amministratori locali a conoscere le
peculiarita’ dei territori, i vincoli ambientali, le
vocazioni produttive, le sensibilita’ delle comunita’, come
abbiamo piu’ volte sottolineato nel corso dell’iter
parlamentare di questo provvedimento. Noi abbiamo un modello
chiaro da proporre al Paese: forte sostegno alle rinnovabili
e programmazione energetica dal basso, coordinata a livello
nazionale ma costruita sui territori. Premialita’ a quelli
che investono e promuovono energia pulita, correggendo anche
per mezzo dei poteri sostitutivi, chi la ostacola senza
ragioni oggettive